In Italia il 10 maggio si celebra Sant’Alfio, Filadelfo e Cirinio e non solo: le cose da sapere

RADIOGOLD – Il 10 maggio la Chiesa Cattolica ricorda e commemora Sant’Alfio e i suoi fratelli Filadelfo e Cirinio, il cui martirio risale al III secolo dopo Cristo. Anche lui, come molti altri, si convertì al cristianesimo proprio durante una delle persecuzioni avviate dall’Impero Romano per sopprimere la nuova religione.

Essendo Alfio e i suoi fratelli, Filadelfo e Cirinio, provenienti da una delle più potenti famiglie romane, la sentenza di morte fu indetta dopo diversi tentativi di riconvertire i tre al paganesimo. A tentare ci pensò Diomede, conosciuto per le sue capacità oratorie, ma senza successo. Furono così trasferiti in Sicilia dal patrizio romano Tertullo, che aveva fama di essere molto duro con chi non rispettava le leggi romane. Nessuna tortura incrinò il loro amore verso Cristo. Una volta arrivati sull’isola furono prima processati a Taormina e poi trasferiti a Lentini, dove viveva Tertullo.

Durante il loro viaggio pare che i tre fratelli avessero guarito miracolosamente diverse persone. Per questo Alessandro, che prese le veci di Tertullo durante una sua assenza, decise di portare la sua giovane cugina, Tecla, affetta da paralisi alle gambe, al cospetto dei tre fratelli. I santi promisero di pregare per lei e, di fatto, il mattino seguente Tecla riuscì straordinariamente a muovere gli arti inferiori. Questo la fece convertire ed essere estremamente grata ai tre che andava ogni giorno a trovare in carcere. Tertullo, però, non riuscendo in nessuna maniera a far convertire Alfio e i suoi fratelli, li condannò a morte il 10 maggio 253. Prima dell’esecuzione, ad Alfio venne tagliata la lingua, per questa ragione Sant’Alfio è considerato il protettore dei muti.

Insieme a lui, il 10 maggio viene anche ricordato San Cataldo, soprattutto nella città di Taranto, di cui è Patrono. Eppure Cataldo non è un Santo locale, ma irlandese. Allievo e poi maestro nel monastero di Lismore, pur essendo stato accusato di stregoneria dal Duca di Desii, riuscì a giungere all’episcopato. Sembra che intorno al 666, Cataldo decise di intraprendere un viaggio in Terrasanta e che, o all’andata o al ritorno, sia approdato sulla costa salentina. Una volta recatosi a Taranto, i cittadini chiesero che ricoprisse la carica di Vescovo, rimasta vacante. A causa dei suoi innumerevoli miracoli, la devozione per il Vescovo Irlandese si diffuse dapprima in Puglia, poi in tutta Italia, tantoché a suo nome s’intitolarono cappelle, chiese, paesi, monti… Oltre alla sua fama e al suo nome, si diffusero anche dei proverbi sul suo conto. Uno di questi è legato proprio alla sua festa celebrata a maggio, che recita: “Quando è il giorno di San Cataldo, passa il freddo e viene il caldo”.

Oltre a Sant’Alfio, ai suoi fratelli e a San Cataldo oggi ricordiamo anche San Giovanni d’Avila; Beato Alberto da Cotignola; Sant’ Amalario Fortunato di Treviri; Beato Antonio da Norcia; Sant’ Aureliano di Limoges; Beato Basilio Aftenie; Beata Beatrice I d’Este; San Calepodio; San Frodoino; San Giobbe; Beato Giusto Santgelp; San Guglielmo di Pontoise; Santi Quarto e Quinto, San Teodoro di Tabannesi.