Un’alessandrina alla manifestazione a sostegno del Ddl Zan a Roma: il reportage
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ROMA – Anche a Roma molti cittadini hanno manifestato per l’approvazione del ddl Zan. L’appuntamento era fissato per sabato 15 maggio 2021, alle ore 16, in Piazza del Popolo. Presente un mare arcobaleno che ha dichiarato la loro solidarietà e il loro appoggio alla legge. Il tutto nel rispetto delle norme anti-Covid, con mascherine e distanziamento tra sconosciuti.

In apertura è intervenuta sul palco Vladimir Luxuria, ex deputata e prima persona transgender ad essere eletta nel Parlamento di uno Stato europeo: “La violenza non è mai un’opinione. La legge Zan va approvata così com’è, senza altri compromessi. Oggi si riuniscono qui ben 120 associazioni e movimenti da tutta Italia, realtà che stanno manifestando in altre 50 piazze in Italia”. E ricorda che tra due giorni ricorre anche la Giornata contro l’omotransfobia, nata nel 2004 per celebrare la depatologizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo, avvenuta il 17 maggio 1990. “Questa legge è necessaria. Non mette il bavaglio a nessuno”.

A seguire, gli interventi di moltissime vittime di discriminazioni basate sul sesso, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità che hanno raccontato le loro disavventure. Tutte situazioni che la legge proposta dal deputato Alessandro Zan (PD) vuole andare a tutelare. “I crimini d’odio sono particolarmente insidiosi, colpiscono le persone per la loro soggettività, perché due persone dello stesso sesso si tengono per mano o si baciano. Queste cose in un paese civile non possono più essere tollerate”, dichiara lo stesso parlamentare che ha preso parola sul palco verso la conclusione della manifestazione. E ribadisce: “L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere una legge contro i crimini d’odio. Il tempo è veramente scaduto. Mentre noi parliamo tantissime persone sono discriminate, bullizzate, fatte oggetto di violenza e di istigazione all’odio”.

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Tra i presenti anche Marco Furfaro, della Direzione Nazionale del Partito Democratico, a cui abbiamo chiesto perché oggi era importante essere in piazza: “Il ddl Zan è una legge di civiltà che fotografa una società che è più avanti della politica. Era importante esserci per me che faccio politica perché bisogna sempre schierarsi della parte di chi non ha diritti. E queste sono piazze che amano, e non in senso retorico: pensano che ogni persona abbia il diritto alla felicità”. Prosegue: “Sono piazze belle perché testimoniano un’Italia migliore di quella che qualche volta appare su giornali, telegiornali, nei discorsi e nei dibattiti che fanno politica e partiti anche su questa legge. Ed era importante proprio per questo: quando si reclamano dei diritti in nome dell’amore degli uni verso gli altri e del rispetto della persona la politica ha bisogno di esserci”. Conclude: “Penso che, in generale, era importante esserci perché la storia si trascina dietro diritti per tutte e per tutti. Ma è bene e giusto che a volte le persone sappiano anticipare la storia schierandosi dalla parte di chi ha meno diritti: quando si concede un diritto in più è tutta la società ad avanzare, non solo chi ne beneficia”.

Famiglie, coppie, amici. Etero ed omosessuali. Tutti con un unico obiettivo: l’approvazione di una legge contro la discriminazione delle minoranze di genere. “Oggi dovevamo dimostrare che la legge Zan, al contrario di quello che la destra dice, è una priorità per tante ragazze e tanti ragazzi, per coloro che ogni giorno rischiano di subire discriminazioni e violenze fisiche, verbali o virtuali”, racconta Pasquale, uno dei molti ragazzi presenti. “Questo Ddl non cancellerà le discriminazioni, perché quelle continueranno ad esserci ma in questo modo lo Stato sceglie definitivamente da che parte stare: dalla parte dei diritti, dell’uguaglianza, della libertà di essere e di amare”. Continua: “Allo stesso tempo è importante che la legge venga approvata non solo per le disposizioni penali, ma anche perché di per sé fa cultura. Puoi elevare una cultura o puoi degradarla. E in questo modo si potrebbe dire che lo Stato italiano è la casa per tutte e per tutti, ma non degli omofobi”.

È in questo contesto doveroso ricordare che il disegno di legge proposto da Alessandro Zan, come i cosiddetti reati d’opinione già previsti dalla nostra giurisprudenza, non vuole andare a ledere la semplice libertà di espressione e di opinione, ma a punire i casi concreti di violenza. La legge, dunque, viene proposta in aggiunta alla già esistente legge Mancino e all’articolo 604 bis del Codice Penale, che vanno a punire la discriminazione e violenza per motivi razziali, etnici o religiosi.