Se la poesia ispira il restauro della Madonna della Fonte di Felizzano
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FELIZZANO – Il restauro delle chiese di San Rocco e di San Pietro a Felizzano ha spinto il parroco don Claudio Pistarino a promuovere la pubblicazione di un volume per i tipi dell’editore Il Prato. Franco Bardella, poeta dialettale felizzanese, è autore delle poesie su San Rocco e San Pietro contenute nel volume e autore della poesia “Na gesia da salvè” dedicata alla campagna crowdfunding Sostieni Madonna della Fonte.

DOMANDA – All’interno del volume dedicato ai cantieri di restauro a Felizzano sono contenute due sue poesie in dialetto felizzanese di cosa parlano?
R –
In queste due poesie ho cercato di interpretare un sentimento che il popolo felizzanese ha manifestato, nel corso degli anni, nei confronti di queste due chiese. In questi componimenti loro parlano, soffrono ed agiscono, evidenziando la loro forza e cercando di celare le loro debolezze. In San Rocco è narrata una storia in cui la chiesa è protagonista indiretta, spettatrice muta di tutto ciò che le succede attorno e termina con un invito ad entrare “uardè cmè ca l’è sacramentà San Bastian”. In San Pietro protagonisti sono i Felizzanesi, i veri San Pietrini, molto legati alla chiesa ma un poco diffidenti “l’è roba du Signur ma i l’han facia i vegg cun sacrifissi e sidur”segno di una forte ribellione e contrasto tra cattolici felizzanesi.

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D – Crede che sia importante per Felizzano custodire in un libro il racconto dei restauri di queste due chiese?
R –
Le parole scritte unite a fotografie sono un lascito, una traccia per le nuove generazioni. Sono quasi certo che fra qualche secolo ci potrà essere qualcuno intenzionato a mettere mano su queste due chiese utilizzando nuovi strumenti e nuove idee ed avrà la possibilità di utilizzare uno strumento indispensabile quale il nostro libro. Non ci saranno da affrontare difficoltà come quelle riscontrate in questi recenti restauri in cui, a quanto pare, gli operatori si sono trovati davanti a sorprese che in alcuni casi hanno contribuito a modificare o cambiare il loro tipo di intervento. Quindi, magari non nell’immediato dove abbiamo la possibilità di valutare visivamente quanto fatto, ma in futuro quest’opera diventerà basilare ed indispensabile.

D – Ha qualche ricordo relativo alla chiesa di San Rocco e di San Pietro?
R –
I migliori ricordi relativi alla Chiesetta di San Rocco e la chiesa di San Pietro sono principalmente quelli della fanciullezza. La chiesa di San Rocco era quasi sempre chiusa ma i miei nonni materni mi accompagnavano in occasione del 4 novembre poiché ricordavano il figlio disperso in Russia ed il fratello di mia nonna caduto nella grande guerra. La cosa che mi ha sempre colpito era la statua di San Rocco con quel cane con il muso all’altezza del ginocchio del Santo. Poi era tanta la curiosità sui personaggi dell’abside di cui mi erano chiari solo Gesù e Maria. Della Chiesa di San Pietro ho due ricordi che mi sono venuti appresso per diversi anni della mia fanciullezza, ricordi che oserei definire (esagerando) inquietanti: l’altare della cappella della Madonna del Carmine con tutte quelle anime sofferenti e l’altare della Madonna Addolorata con la statua (l’ho capito più tardi) di Santa Rita. Le due cose mi portavano a scegliere, preferibilmente la parte sinistra dei banchi. Una cosa mi era molto cara il grande lampadario che risplendeva al centro; dicevano che era un dono di alcuni nobili di Felizzano.

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D – Lei è l’autore della poesia “na gesia da salvè” che è un vero e proprio invito a sostenere la campagna crowdfunding “Sostieni Madonna della Fonte” quanto è legato a questa piccola chiesa? Perché crede sia importante restaurarla?
R –
La chiesetta dalla Madonna della fonte è sempre stata nel mio cuore per diversi motivi: in primis perché per diverso tempo ho abitato nei paraggi, poi a questa chiesa sono legate funzioni religiose di carattere popolare come la processione della Madonna che da molti anni si svolge l’ultima domenica di maggio. Tale evento, con partenza dalla chiesa di S. Michele ha come meta finale la chiesetta della fonte e si snoda per le vie del paese addobbate con stendardi, lumini e petali di fiori. Portare la statua della Madonna per le vie di Felizzano è una emozione indimenticabile. Mi piace pure la leggenda dell’acqua diventata olio e poi ancora acqua e tutti i racconti sui sotterranei ed i passaggi segreti che dal convento portavano al santuario. Inoltre qui, in questa chiesa quarant’anni fa sono state celebrate le mie nozze un ricordo bellissimo che dura nel tempo e che forse la Madonna ha contribuito a rafforzare. Non è certamente per le mie nozze che tutte queste persone che si stanno impegnando debbono restaurare questa chiesa.

Penso sia buona cosa intervenire sulle chiese in generale per non rischiare una nuova era della tendenza all’abbandono che credo possa essere evitato solo con il coinvolgimento della popolazione, quando ogni cittadino si sente proprietario anche di una sola pietra questa può diventare eterna.

Ovviamente è un pensiero che vale per ogni chiesa mentre per la Madonna della Fonte dobbiamo pure considerare l’aspetto sociale, i ricordi di molte persone che si sono abbeverate alla fonte e l’attaccamento di tutti coloro che si sono impegnati nella custodia di questo luogo.