Una sera a Valenza Estate 21. Recensione di Blasé all’Arena Carducci

VALENZA – E’ la perdita del valore delle cose, intrecciato all’indifferenza egotica, a caratterizzare i personaggi di “Blasé”, monologo scritto e diretto da Luca Zilovich, del Collettivo Officine Gorilla e Teatro della Juta, presentato ieri, giovedì 10 giugno, all’Arena Carducci nell’ambito di Valenza Estate 21. La Rassegna, organizzata dal Comune di Valenza e Cooperativa CMC/Nidodiragno in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo, ricopre i mesi di giugno e luglio ed è stata accolta dal numeroso pubblico, particolarmente caloroso ieri per i Gorilla, come il vero inizio della sospirata estate. All’Arena Carducci sino al 30 luglio il programma comprende teatro, teatro-ragazzi e giovani, musica e la terza edizione di Teatro per Gioco, evento che coinvolge gruppi amatoriali che si esibiscono per il bene della città. Daniel Gol, Gabriele Vacis, Roberto Tarasco, Roberto Mercadini solo per citare qualche nome per il teatro, e poi Joy Gospel Singers, RednakS per la musica e molto altro sul programma completo consultabile sul sito http://www.valenzateatro.it/info/

In “Blasé” Michele Puleio è protagonista unico, si moltiplica in moltissimi personaggi, cambiando gestualità, voce, accento, mantenendo il filo che unisce trama e singole caratterizzazioni. Tutto inizia da un anti-eroe che ha fatto dell’acquisto compulsivo on line la ragione della sua vita. La sua esistenza è legata al “dimostrare di avere un tenore di vita superiore ai miei contatti” e il suo essere blasé consiste proprio in questa perdita totale di valore, giudizio e contatto con la realtà. Il suo atto supremo sta nel prendere in ostaggio, con un piano ben articolato, un magazzino di smistamento di Amazon, nella sublimazione e riscatto dalla sua consapevole patologia mentale. Ma è solo l’inizio, perché Puleio, dopo una narrazione godibilissima degli escamotage per mettere a punto l’impresa, si trasforma in tanti altri protagonisti, lavoratori del magazzino. Ognuno ha frustrazioni, limitatezza di vedute, cinismo ottuso e crudele, ognuno è, a suo modo, blasé, in un solipsismo che filtra e limita ogni cosa. Il fare viscido e sottilmente rancoroso di un addetto ai colloqui di assunzione si tinge di piccolezza e crudeltà mentale, così il cinismo di uno squalo (così è definito), abile nel curare l’immagine a discapito del contenuto, sono tanto patologici quanto lo è il protagonista, che rimane spiazzato nel suo tentativo di reazione all’insoddisfazione. C’è chi cerca la realizzazione in un unico giorno glorioso di matrimonio, chi ha perso ogni sogno e si candida a vittima del terrorista armato che gli sta di fronte. Tutti hanno una storia, ma ciò che conta, tutti sono una sfaccettatura, non priva di ironia, di una società che ha perso di vista relazioni, concretezza e peso specifico della realtà, in un’alienazione ben propagata dai social. Da sottolineare la scrittura moderna, si direbbe ipertestuale, di Zilovich, che apre finestre su una molteplicità di spunti riconoscibili, e la bravura camaleontica di Puleio, valorizzata da un testo che fa di lui un vero mattatore. Il tutto valorizzato da musiche originali composte per l’occasione da  Raffaello Basiglio. I Gorilla sono tornati, dopo la pausa forzata per note ragioni, e l’hanno fatto nel migliore dei modi, accolti dal loro sempre numeroso pubblico.

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