ALESSANDRIA – “La Cittadella non può più fare affidamento solo sull’ottimo lavoro del mondo del volontariato, è necessaria una sana destinazione pubblica che ne renda strutturale l’utilizzo e la conservazione“. Lo ha spiegato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, arrivato ad Alessandria questo sabato, 12 giugno 2021, all’interno di un tour in Piemonte. Giunto nell’ex fortezza militare, accompagnato da moltissimi rappresentanti delle istituzioni, ha potuto osservare rapidamente alcuni edifici del complesso al centro delle polemiche nei giorni scorsi. Polemiche cui ha assistito lo stesso ministro quando si è fermato davanti alla caserma Beleno. Dopo l’introduzione dell’Architetto Luisa Papotti della Soprintendenza alle Belle arti, Ileana Spriano, Presidente del Fai ha rimarcato l’impegno della sua associazione nel custodire la Cittadella rivendicando il lavoro compiuto negli anni con “il poco contributo delle altre associazioni“.

Ma il volontariato, ha spiegato implicitamente l’architetto, non può essere la soluzione come sintetizzato nel breve elenco di passaggi tracciati per fare del complesso un luogo usufruibile da tutti . Una operazione che parte dalla “messa in sicurezza e da una infrastrutturazione che possa richiamare anche la parte privata“. Nei progetti anche il potenziamento dell’uso del giardino pubblico attraverso la realizzazione di un “parco fluviale che sfrutti la destinazione ambientale della Cittadella“. Intanto, “alla fine dell’anno ci sarà un progetto che prevede step di interventi destinati a concludersi entro il 2025 e che cambieranno la faccia della Cittadella“.

Per fare questo sarà però necessario coinvolgere tutti, ha aggiunto il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, convinto della necessità di una “coesione che permetta di arrivare alla realizzazione del bioparco” illustrato dall’architetto. “Certamente – ha puntualizzato il primo cittadino – non si può pensare che con la bacchetta magica la Cittadella possa trovare una soluzione ma sicuramente con gradualità è immaginabile che si arrivi a percorsi e progetti forieri di risultati importanti, anche coinvolgendo i privati”. 

Il ministro ha apprezzato il disegno che vuole fare dell’ex fortezza la porta del Monferrato ma sarà necessario “lavorare tutti in squadra perché l’idea va nella giusta direzione“. Concretamente, ha spiegato si “cercherà di supportare il progetto dal punto di vista tecnico ed eventualmente anche economico quando tutto avrà un livello di definizione corretto“.