Solvay vince causa legale in materia ambientale contro la precedente proprietà dei siti di Spinetta e Bussi
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ALESSANDRIA – Edison è stata ritenuta responsabile della violazione delle dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale relativa alla vendita a Solvay dei due siti, avvenuta nel 2001. Edison, precedente proprietario dei siti industriali di Spinetta Marengo e Bussi sul Tirino, dopo 9 anni, nel lodo arbitrale del 22 giugno è stata condannata dal Tribunale Arbitrale, istituito secondo il Regolamento della Camera di Commercio Internazionale, a risarcire Solvay per le perdite e i danni subiti fino a tutto il 2016, riservando ad una ulteriore fase del giudizio arbitrale la quantificazione delle perdite e dei danni ulteriori dal 2017 in poi, nonché degli interessi applicabili ai danni già quantificati e delle spese legali.

Questo lodo, spiega in un comunicato l’azienda attualmente alla guida del polo chimico, giunge al termine di una procedura arbitrale internazionale durata 9 anni. In tale procedura, Solvay ha sostenuto che Edison avesse violato le dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale contenute nel contratto di compravendita (Share Purchase Agreement) del dicembre 2001. Questo contratto ha portato nel 2002 all’acquisizione da parte di Solvay della società italiana Ausimont Spa, a quel tempo proprietà di Montedison (oggi Edison), e con essa dei due siti industriali di Spinetta Marengo e Bussi sul Tirino.
L’esito del giudizio arbitrale è molto importante per Solvay in quanto riconosce le falsificazioni intenzionali delle informazioni che abbiamo ricevuto durante la procedura di acquisizione di Ausimont”, ha detto Marco Colatarci, Country Manager in Italia. “Ciò non ha impedito a Solvay di realizzare le necessarie e importanti azioni di bonifica in tutti questi anni, a ulteriore dimostrazione del nostro impegno a fare ciò che è giusto in termini di rispetto ambientale e a far valere i nostri diritti quando riteniamo che altri siano in difetto“.
In Solvay, ci impegniamo costantemente per spingerci ben oltre quanto prescrivono le leggi in materia di salute, sicurezza e ambiente“, ha spiegato Augusto Di Donfrancesco, Chief Transformation and Operations Officer e membro dell’Executive Leadership Team di Solvay. “Negli ultimi anni, abbiamo investito molto nell’ottimizzazione e nella modernizzazione dei nostri impianti per soddisfare gli standard che noi stessi ci siamo imposti. Le nostre priorità di sostenibilità sono guidate da Solvay One Planet, la nostra roadmap per la sostenibilità con obiettivi ambiziosi per promuovere il progresso in materia di clima, risorse e qualità della vita“.