Green Pass al centro del nuovo decreto emergenza: cosa hanno chiesto le Regioni al Governo

ROMA – Sarà una settimana decisiva quella che il Governo affronterà a partire da oggi, lunedì 19 luglio, sul fronte coronavirus. Da tenere sotto controllo l’aumento dei contagi tra i giovani, oltre ai due milioni e mezzo di italiani over 60 che non si sono ancora vaccinati contro il Covid-19. A questo si aggiunge la variante Delta che sta prendendo il sopravvento sugli altri ceppi del virus.

Ecco allora che l’esecutivo di Roma sta pensando un nuovo decreto emergenza che vedrà protagonista assoluto il green pass rilasciato – in linea con l’Ue – solo con la seconda dose effettuata. Draghi sta valutando inoltre l’ipotesi di un lasciapassare alla francese. In parole povere chi è vaccinato potrà accedere liberamente ad aerei, treni, eventi, ristoranti, palestre e piscine al chiuso. Chi non avesse al contrario fatto il vaccino dovrà al contrario effettuare un tampone la cui validità potrebbe essere di un massimo di 48 ore. In questo senso il green pass sarà al centro delle discussioni dei prossimi giorni. A premere maggiormente, come riporta Ansa, sono diversi componenti del Comitato Tecnico Scientifico secondo cui bisogna “dare maggiore significatività al certificato verde“.

Intanto si stanno facendo ragionamenti anche su una nuova modalità di calcolo per il cambio dei colori. “Chiederemo al Governo di togliere l’incidenza dei positivi dai parametri che muovono zone e colorazioni perché il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente“, hanno sottolineato le Regioni che temono quindi, con un rialzarsi dei contagi, nuove chiusure anche prima della fine dell’estate. Ma il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni centomila abitanti, il cosiddetto Rt sintomi, probabilmente resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%.

Nel prossimo decreto, visto l’andamento dei contagi sospinto dalla variante Delta, sarà anche prevista la proroga dello stato di emergenza, che al momento termina il 31 luglio ma potrebbe essere estesa sino a fine 2021.

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