Gelindo diventa un’opera lirica: a settembre la prima ad Alessandria

ALESSANDRIA – La Divota Cumedia con Gelindo diventa un’opera lirica. Un’evoluzione che verrà presentata ad Alessandria il prossimo 17 settembre, con replica il giorno successivo, al Teatro Alessandrino di via Verdi. La rappresentazione vedrà impegnati una orchestra di 40 elementi, 15 cantanti lirici per le parti principali e una presenza in scena di oltre 50 interpreti. L’autore è Aldo Brizzi, alessandrino di nascita che si è formato al Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria e poi al Giuseppe Verdi di Milano con una prestigiosa carriera internazionale.

Tutto in quest’opera parla della tradizione alessandrina e piemontese in quanto la figura di Gelindo connota tutto il Piemonte: ancora oggi, oltre ad Alessandria, questa figura viene rappresentata nel Roero, nel Verbano, nel Biellese. La rappresentazione si avvale del patrocinio del Comune di Alessandria e vede la collaborazione della Regione Piemonte insieme alla Fondazione Piemonte dal Vivo. Il progetto partecipa anche a un bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria rivolto alla promozione degli eventi musicali sul territorio e, fra i principali Soggetti che hanno colto la rilevanza del progetto e ne sostengono la realizzazione, troviamo AMAG Alessandria.

Dopo le due rappresentazioni alessandrine, Gelindo sarà rappresentata in altre realtà della provincia di Alessandria, della Regione Piemonte e quindi in un tour mondiale in Francia, Argentina, Brasile. L’opera si avvale di una regista di fama internazionale come Cornelia Geiser, della direzione musicale dell’autore e di alcuni cantanti principali che si sono esibiti come protagonisti sui più famosi palcoscenici mondiali.

Quando l’associazione ‘Gelindo in Opera’ mi ha presentato l’idea di quest’opera uno degli aspetti che da subito mi hanno colpito è stata la scelta di individuare proprio Alessandria quale sede della prima mondiale della rappresentazione il prossimo settembre. La nostra Città deve essere orgogliosa di tale scelta che, ancora una volta, ci offre l’opportunità di aprire la nostra realtà e le nostre eccellenze al mondo“, sottolinea il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Che poi aggiunge: “Se poi si considerano, per un verso, i contenuti peculiari di questa opera lirica e, per altro verso, lo stretto legame tra il compositore e Alessandria si comprende ancora meglio il riverbero di attenzione e la enorme valenza artistico-culturale che unisce la nostra Città a questa rappresentazione: prima tappa di un tour internazionale che non ho dubbi sarà di grande successo e contribuirà a “far parlare” bene di Alessandria, delle sue radici storico-culturali, religioso-popolari, linguistico-tradizionali nonché delle sue eccellenze in campo compositivo, musicale e artistico in senso lato“.

Entusiasta anche l’assessore alle Manifestazioni ed Eventi, Cherima Fteita: “Per Alessandria l’opera che viene rappresentata il 17 settembre costituisce un fiore all’occhiello che si inserisce a pieno titolo e contribuisce a valorizzare e confermare il nostro impegno quotidiano. Un’azione che complessivamente la nostra Amministrazione porta avanti nell’ambito della promozione e offerta di eventi artistici di prim’ordine per offrire a un pubblico sempre più vasto, attento e differenziato occasioni di grande valenza culturale. Non va poi sottaciuta la centralità del ‘bel canto’ nella storia artistica del Paese e dello stesso nostro territorio locale e, sotto questo aspetto, la proposta di un’opera lirica, per di più così legata alle radici culturali alessandrine, costituisce di per sé la garanzia del prestigio e della rilevanza di questo progetto a cui Alessandria guarda con interesse e a cui, nell’accogliere i cantanti, i musicisti e lo staff internazionale coinvolto nella produzione, non farà certo mancare il proprio entusiastico sostegno“.

Il creatore dell’opera, il maestro Aldo Brizzi, ha invece sottolineato come sin da bambino “ogni anno, i nonni o i genitori mi portavano al teatro San Francesco, per assistere alla Divòta Cumédia. E le battute, le gag, la businà, in casa venivano ripetute a memoria, durante tutto il periodo delle feste natalizie. Fin da ragazzo ho avuto nellanimo di trasformare questa pièce di teatro comico e spirituale in unopera, per poter mettere a fuoco questo modo speciale dellessere alessandrino rivisto attraverso la musica e il canto lirico e poter, al tempo stesso, portare questo nostro umorismo al di là della nostra provincia e del nostro dialetto“.

Come ricordavamo tra i principali sostenitori del progetto il Gruppo Amag che attraverso le parole del presidente Paolo Arrobbio ha ribadito che “Gelindo e la Divota Comedia rappresentano un significativo tassello della cultura alessandrina, e dell’identità della città. Come testimonia anche il maestro Brizzi, alessandrino doc, quest’opera dialettale, tradizionalmente messa in scena al teatro di San Francesco, fa parte del dna di chi è nato o cresciuto ad Alessandria. Per questo il Gruppo AMAG, con le sue forti radici in questo territorio, ha deciso di sostenere con convinzione il progetto, ambizioso e innovativo, di trasformare Gelindo in opera lirica. L’obiettivo è non solo la doppia rappresentazione cittadina di settembre al Teatro Alessandrino, ma un vero e proprio tour prima su scala provinciale e regionale, e poi in altre parti d’Italia, e del mondo. Gli alessandrini, come è emerso anche nei giorni scorsi allo stadio di Wembley nel corso della finale degli Europei di calcio, sono ovunque, e sapranno certamente fare con orgoglio da ambasciatori ad un’opera lirica che racconta l’alessandrinità nella sua essenza più profonda. La “Divota Comedia“ era straordinariamente apprezzata anche da un alessandrino eccellente come il Professor Umberto Eco, e Gelindo è una maschera teatrale che, attraverso il dialetto, racconta storie e stati d’animo universali.

Renato Balduzzi, presidente del Conservatorio Vivaldi, precisa che “la proposta di Gelindo in Opera non può che essere valutata positivamente, per almeno tre ragioni. In primo luogo, Alessandria ha un’antica vocazione per l’opera lirica che le travagliate vicende del Teatro Marini hanno purtroppo gravemente compromessa, senza che appaia all’orizzonte una via d’uscita. La proposta del maestro Brizzi apporta dunque una luce di speranza in un settore che ne ha molto bisogno. In secondo luogo, il collegamento con la rappresentazione del Gelindo aggiunge un elemento di interesse: per noi alessandrini Gelindo non è una semplice tradizione, ma è una delle principali forme di valorizzazione di un’identità che non esclude nessuno, ma include tutti, secondo la logica del Natale e dell’Incarnazione. In terzo luogo, in una città e in una provincia che vantano un’istituzione apprezzata e riconosciuta a livello nazionale e internazionale come il Conservatorio Vivaldi, le proposte che intendono portare sul territorio qualificati momenti di cultura musicale ricevono il plauso del mondo del Conservatorio e la disponibilità a collaborare per la loro migliore riuscita“.

A chiudere la rassegna degli interventi ci ha pensato Vittoria Poggio, assessore alla Cultura, Turismo e Commercio: “Un progetto di valenza culturale, turistica e sociale per la città di Alessandria con questo evento porteremo fuori dai nostri confini regionali i contenuti della tradizione piemontese, valorizzando la cultura locale. Allo stesso tempo sarà un motore di ripartenza economica e turistica per tutto il territorio e per le maestranze coinvolte. Un atto necessario in un momento in cui la battaglia contro la pandemia non è ancora conclusa“.