Da giurisprudenza agli studi Machete: la storia di Zoelle

NOVI LIGURE – 24 anni, di Torino, una vita intrecciata tra la musica, il lavoro e l’università: abbiamo incontrato Zoelle al Sunset Music Festival di Novi Ligure, prima della sua esibizione.

Zoelle è sorridente, il giorno precedente è uscito il primo album del progetto Cantera Machete, un’etichetta nata dalla volontà di Salmo e altri big della musica italiana per dare spazio agli artisti emergenti, tra cui lei che, tra più di 8000 persone ha partecipato al contest di selezione arrivando terza. “É da quando ho sei anni che sogno tutto questo e finalmente inizio a vedere qualche risultato. Ho iniziato con lo studio del piano e del canto e poi sono passata alla scrittura abbracciando le metriche rap”.

È stato però il lockdown che, come per molti altri artisti, le ha dato la spinta decisiva: La sua prima canzone Fanfara Dark risale a novembre 2020, quando eravamo in piena zona rossa. “Era da tempo che scrivevo e registravo canzoni, ma non ho mai avuto il coraggio di pubblicarle, anche a causa di persone sbagliate che mi circondavano. Il lockdown è stata la scintilla finale”.

La sua ultima uscita, “Rivincite”, pubblicata nel Cantera Mixtape di Machete, è il punto di arrivo di un percorso nato dal confronto con una grande realtà discografica e dall’innovativo sistema di recruiting, svoltosi tramite un contest su Twitch, la famosa piattaforma di streaming online. Per questo la incalziamo con alcune dichiarazioni di Jack the Smoker, rapper romano alla guida della sezione giovanile della label: “Jack ha detto che si sente molto il tuo background hip hop, ma non manca il sound più melodico”. Zoelle ci racconta che la sua musica ha due anime: una pop e una hip hop. Ascolta Marracash, Madame (la sua prima canzone nasce proprio da un type beat dell’artista vicentina), Tedua e Lazza, ma apprezza anche altri generi, come il punk.

Sempre Jack the Smoker sostiene che Zoelle dovrebbe asciugare un po’ i suoi testi.  Sorride, “Jack ha ragione, anche quando parlo sono molto logorroica, prometto che ci lavorerò”

Siamo però curiosi del contest che ha portato all’ascesa di Zoelle, così le chiediamo di raccontarcelo meglio: “E’ nato tutto come un gioco, ho visto alcune storie in cui veniva pubblicizzato il contest. Ero consapevole del fatto che sarebbe stato difficilissimo. Il format era diviso in 8 puntate, con 10 canzoni analizzate ogni volta dai big di Machete. Io ho vinto la terza puntata con ospite DJ Slait (wow). Gli 8 vincitori si sono poi sfidati in una puntata finale in cui sono arrivata terza. Non sono tante le ragazze che ci provano, è ancora più difficile. Ci hanno poi invitati personalmente a Milano negli studi Sony per registrare i pezzi, un’esperienza indimenticabile.”
Le chiediamo quindi come dopo il successo nel contest e la prima pubblicazione tramite major sia cambiato il suo processo creativo: “Quando devi pubblicare per una major ti senti più protetta, sai che c’è qualcuno di molto bravo dietro di te a sostenerti. Io tendo ad essere molto insicura e avere un team dietro alla pubblicazione della canzone è stato bellissimo.”

Guarda Zoelle al Sunset Music Festival