Vaccini Covid: in Piemonte 720 mila persone non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale

PIEMONTE – Ad oggi sono 720 mila le persone che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale contro il covid in Piemonte. La Regione ha ormai completato i richiami del 90% dei cittadini che hanno aderito, oltre 3,3 milioni di persone che rappresentano il 72,7% della popolazione over 12 degli aventi diritto. Mancano però 720 mila piemontesi che non hanno ancora ricevuto neppure una dose di vaccino.

Per convincere sempre più cittadini a vaccinarsi la Regione prosegue nell’idea di “portare il vaccino dalle persone” e in quest’ottica, nell’ultimo weekend, ha mosso l’Unità Mobile per i grandi eventi fino a Cheese, dove sono stati poi effettuati 250 vaccini nelle tre giornate della manifestazione.

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È importante che le persone che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale decidano di vaccinarsi “perché avere paura verso un virus e un farmaco che sono entrambi nuovi è comprensibile – ha sottolineato il Governatore del Piemonte, Alberto Cirioma bisogna avere fiducia nella scienza e se le 700 mila persone che mancano all’appello aderissero, il Piemonte con la sua capacità vaccinale sarebbe in grado di immunizzare rapidamente il 100% degli over 12 mettendo in totale sicurezza il territorio e i suoi cittadini”.

Fanno fede”, ha aggiunto Cirio, i dati delle terapie intensivedove giornalmente la percentuale di ricoveri riguarda per il 70/80% pazienti non vaccinati”. Proprio oggi, intanto, è stato dato simbolicamente il via all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino alle somministrazioni della terza dose. Il Piemonte è stata una delle prime regioni a partire, cominciando dai pazienti immunodepressi individuati dalla circolare ministeriale, circa 53 mila sul territorio regionale.
Come precisato dal Presidente Cirio, il Piemonte sta convocando tutti i soggetti fragili che rientrano nell’elenco del Ministero: “Li vaccineremo rapidamente, con l’obiettivo di completare nell’arco di 20 giorni la somministrazione della terza dose alle persone che per gravi patologie hanno necessità di essere protette prima degli altri, compatibilmente naturalmente con le condizioni sanitarie dei singoli pazienti”.

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