Solidal fa rete col territorio con un progetto su raccolta fondi e volontari, raddoppiati durante il covid
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ALESSANDRIA – Fare rete. Questa la ricetta adottata dalla Fondazione Solidal, diventata ormai non più un ente di ricerca ma “di comunità” e dall’Associazione Cultura & Sviluppo per vincere un bando da 87 mila euro della Regione Piemonte col progetto “Fond of Care“. Numerosi i partner del territorio protagonisti: Centro Servizi Volontariato e CISSACA, Confindustria Alessandria, Provincia di Alessandria, Azienda Sanitaria Ospedaliera e la rete delle Organizzazioni di volontariato e delle Associazioni di Promozione Sociale APS Cambalache, AVOI Onlus, AIL, AISM, Opere di Giustizia e Carità, L’Abbraccio, AVULSS, A.N.A. Sezione di Casale , Enrico Cucchi e Gruppo di volontari Ignis Ardens.

L’obiettivo è triplice: formare professionisti del fundraising, un campo in cui il tema della comunicazione sarà centrale, il coinvolgimento di giovani volontari attraverso un percorso di supporto rivolto a loro e alle associazioni che li ospitano e, infine, il finanziamento delle associazioni sanitarie e socio assistenziali diretto alla loro rispettiva missione. “Fondi affinché continuino a fare quello che già fanno, contribuito al core mission dell’organizzazione” ha sottolineato il direttore dell’associazione Cultura & Sviluppo Alessio Del Sarto “sembra scontato ma non lo è”.

“Mi complimento con Fondazione Solidal e con tutti coloro che stanno lavorando per questo progetto” ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Luciano Marianoha fatto un po’ fatica all’inizio ma pian piano è esplosa, prima come fondazione di ricerca e ora si sta trasformando in fondazione di comunità, caratterizzata da elementi precisi. Questo è il momento giusto per emerge. La gente crede e si fida della fondazione, lo ha dimostrato durante la pandemia covid. Ora tocca a noi far sì che la fondazione possa diventare punto di riferimento fisso del territorio. Sono molto soddisfatto di vederla crescere in maniera così esponenziale”.

“Una scommessa vinta” ha sottolineato Antonio Maconi, presidente della Fondazione Solidal “con ricadute utili al territorio. Ringrazio la Provincia per l’attenzione costante e il presidente della Fondazione Cral Luciano Mariano. La fondazione solidal è cresciuta, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno forte della Fondazione Cral e del suo presidente. Anche attraverso Solidal la Fondazione Cral moltiplica i suoi interventi sul territorio, diventando sempre più motore e stimolo per il territorio provinciale. Grazie alla fondazione per il sostegno che ci è sempre stato dato. Il territorio ha dimostrato di essere capace di essere coeso, con diversi soggetti cooprotagonisti. Abbiamo dimostrato di saper fare squadra, una squadra unita e compatta. Il covid ha rallentato processo destinato a riprendere, c’è la necessità che le comunità e l’insieme dei soggetti non istituzionali siano sempre più protagonisti, un processo ineludibile nelle società future”.

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“Fare rete significa vincere” ha aggiunto ancora Del Sarto “la Fondazione Solidal è già una fondazione di comunità, nei primi anni di attività stava cercando di imparare, la pandemia ha stimolato il tema del dono, serviva un contenitore in grado di accettare donazioni e spendere denaro. Noi come associazione Cultura & Sviluppo avevamo già creato insieme a tanti ragazzi un gruppo di progettazione per essere di aiuto e supporto a processi di altre organizzazioni, per avere un territorio che faccia più squadra”.

“La Provincia ha messo in piedi il tavolo di volontariato provinciale” ha precisato il presidente della Provincia Gianfranco Baldiquesto è un momento particolarmente difficile e il sociale sarà la spina dorsale della nostra istituzione, complimenti a chi ha lavorato a questo progetto”.

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“Come responsabile del Tavolo Provinciale del Volontariato” ha detto Federico Violoho trovato grande sintonia con la fondazione di comunità, grazie alle associazioni che hanno deciso di partecipare a questo progetto, l’associazione tortonese Cucchi, gli Alpini di Casale e Ignis Ardens. Noi abbiamo dato vita a “Raccolta Amica”. L’insorgere della pandemia ha fatto sì che tutti ci sentissimo di più comunità, a supporto a quelle associazioni che contrastano la povertà. Abbiamo trovato supporti economici e alimentari, ad oggi parte di quelle criticità sono state riassorbite, ma una parte è diventata strutturale. C’è un allargamento dell’area del bisogno. Noi abbiamo contattato e sollecitato le catene di grande distribuzione, trovando grande sensibilità”.

“Ci siamo sentiti subito parte di questa squadra” ha rimarcato Maria Cristina Massocco del Centro Servizi Volontariato “un progetto bello e articolato, grazie per averci coinvolto nella ricerca dei giovani volontari, grazie per sostenere e finanziare l’attività istituzionale delle associazioni. Abbiamo riscontrato un grande movimento di persone, tanti ci hanno contattato per fare volontariato, siamo passati da circa 40 persone in un anno a più di 100″.

“Questo progetto risponde alle necessità che stiamo vivendo” le parole di Mara Alacqua, di Cambalache “e cioè poter contare su fondi che garantiscano continuità e avere volontari formati da inserire a supporto delle nostre attività, un progetto che risponde alle esigenze del terzo settore”. “Un onore far parte di questo progetto” ha detto Daniela Faletti, dell’associazione L’Abbraccio “è importante avere una fondazione di comunità sul territorio, che si occupi non solo di raccolta fondi ma sostenga policy durevoli”.