Ecco perché secondo Gimbe la scuola potrebbe tornare presto in Dad

ROMA – Potrebbe non durare tanto la scuola in presenza al 100%. Secondo la Fondazione Gimbe, infatti, l’obiettivo del Governo di scongiurare la tanto odiata Dad “rischia di essere fortemente disatteso come dimostra il numero di classi e studenti già in quarantena. È una strategia molto rischiosa puntare esclusivamente sulla vaccinazione senza screening sistematici e interventi di sistema su aerazione, ventilazione e gestione trasporti“.

Secondo quanto detto da Nino Cartabellotta, nel corso di un evento promosso da Cittadinanzattiva, “il rischio zero a scuola non esiste serve un approccio multisistema“. Da qui la bocciatura anche dell’ipotesi “di abbandono delle mascherine anche se tutti sono vaccinati in classe non poggia su alcuna evidenza scientifica“. Anzi, gli studi evidenziano che le mascherine riducono il rischio di contagio anche se tutti gli studenti sono vaccinari del 50% per la bassa immunità, del 35% per la media immunità e del 24 % per l’alta immunità. Con la variante le percentuali salgono al 70% al 57% e al 41%.

Nella popolazione tra 0 e 19 anni tra il 30 agosto e il 12 settembre sono stati registrati 17.312 nuovi casi di Covid, 190 persone sono state ospedalizzate, 2 ricoverate in terapia intensiva, non si registrano decessi. Nella stessa fascia di età, tra il 16 e il 29 agosto, dunque quando le scuole non erano iniziate, i nuovi casi erano stati 22.843 con 297 ospedalizzazioni 4 ricoverati in terapia intensiva, 0 i decessi. Cartabellotta ha evidenziato che scendono i contagi soprattutto nella fascia 12-19 anni mentre sono aumentate le ospedalizzazioni dei bambini al di sotto dei 3 anni. Il 32,3% degli studenti nella popolazione 12-19 anni, secondo l’analisi Gimbe, non ha ricevuto nessuna dose. Nella fascia di età 12-19 anni il 52,1% pari a 2.374.04, ha fatto il ciclo completo di vaccinazioni, il 15,6% pari a 712.088 ha fatto la prima dose e il 32,3% pari a 1.470.788 nessuna dose.