Cosa c’è da sapere sull’antica tradizione della vendemmia in Piemonte

PIEMONTE – Settembre è tradizionalmente il mese della vendemmia. Il Piemonte, e in particolare la provincia di Alessandria, è produttore di vini importanti e profumati come Dolcetto, Bracchetto, Barbera, Moscato, solo per citarne alcuni. Da qui la possibilità di consultare un’opera come Piemonte… la signora del vino, un volume corposo in cui si raccontano molti vini della tradizione piemontese. Bisogna comunque ricordare che la vendemmia è una tradizione antichissima, tanto chi i romani avevano addirittura dedicato a questo momento una festa: i Vinalia Rustica celebrati il 19 agosto. Con il passare dei secoli quest’arte si è raffinata, migliorando sempre più per offrire ai consumatori prodotti d’eccellenza incredibili. Cerchiamo però ora di entrare nel dettaglio della vendemmia.

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QUANDO AVVIENE LA VENDEMMIA

La raccolta dell’uva solitamente avviene quando si verifica l’equilibrio fra tre maturazioni. Si tratta della maturazione tecnologica legata al rapporto ottimale fra zuccheri e acidi, la maturazione fenolica che coincide con il momento in cui le bucce hanno raggiunto il massimo di concentrazione di sostanze fenoliche, la maturazione aromatica legata alla massima concentrazione di sostanze aromatiche. Le tre tipologie di maturazione vengono identificate dall’enologo che sceglierà il momento della raccolta e dare di fatto via alla vendemmia che può avvenire in due modi: manuale o meccanica. La prima è quella che facevano i nostri avi, ovvero forbici apposta e tanta buona volontà per staccare tutti i grappoli. La seconda, invece, è legata alla vendemmiatrice, una macchina apposita che raccoglie i grappoli tra i filari.

LA VENDEMMIA 2021 IN PIEMONTE

Secondo quanto spiegato da Coldiretti Piemonte nel 2021 la qualità delle uve è nella media, con un calo rispetto allo scorso anno del 15-20%. Colpa delle gelate sui vigneti di aprile, soprattutto nelle zone di fondovalle. L’attenzione nei confronti delle previsioni meteorologiche non cala neppure avvicinandosi al periodo della raccolta. Secondo Coldiretti  “a livello regionale, con la vendemmia si attiva un sistema che impiega almeno 42 mila addetti in Piemonte offrendo opportunità di lavoro direttamente in vigna, in cantina e nella distribuzione commerciale. Il vitivinicolo piemontese conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata ed attrae tanti giovani imprenditori che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice”. La provincia di Alessandria vanta ben 12 Doc e 7 Docg a testimonianza delle diverse tipologie di vitigno coltivate.

I LIBRI LEGATI AI VINI IN PIEMONTE

Legata al vino piemontese esiste una lunghissima letteratura. Per chi fosse interessato, il consiglio è quello di consultare Atlante dei vini del Piemonte, una guida ricca e dettagliata legata proprio a questa fiorente produzione agricola. Interessante in questo senso anche il saggio Il mondo del vino in Piemonte di Lina Brun e Sandro Minella. “Il vino non è solo frutto e fiori, tannini e acidità, polpa e definizione. Il vino è anche un modo di intendere la vita, da parte di chi lo fa e di chi lo beve“. A scriverlo è l’autore di Intorno al vino. Diario di un degustatore sentimentale. Se invece volete diventare voi stessi degli assaggiatori e capire la differenza tra un Nebbiolo e un Gavi, tra un Dolcetto e un Barbaresco, Vino. Manuale per aspiranti intenditori è il libro che fa per voi.

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