Anche gli infermieri del Piemonte dicono sì alla terza dose: “Tutti i professionisti della salute sono a rischio”

PIEMONTE – “Se terza dose deve essere, anche per gli operatori sanitari, terza dose sia“. Gli infermieri piemontesi aprono alla possibilità della dose aggiuntiva del vaccino contro il Covid-19 anche per i sanitari immunodepressi o con patologie. “Ben venga ed è sacrosanto che venga data priorità a quegli infermieri, a quei medici, a quegli Oss, che presentano gravi patologie pregresse. Ma non possiamo gettare nel dimenticatoio tutti gli altri, cioè quelli che si sono spezzati la schiena nei turni massacranti dell’emergenza sanitaria, e che ogni giorno, da mesi, sono a rischio più di qualunque altra categoria di lavoratori“.

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Da qui la richiesta di effettuare “ulteriori approfondimenti dedicati proprio a loro, indagini accurate, per comprendere, in breve tempo, se è scientificamente consigliabile o meno di allargare la terza dose a tutti gli operatori sanitari. Insomma, qualcuno ci dica, finalmente, numeri dell’evidenza scientifica alla mano, se e in quale percentuale decresce la copertura vaccinale nel tempo. E soprattutto, quali livelli percentuali di copertura i vaccini riescono a garantire contro la variante Delta, notoriamente più pervasiva di quella Alfa, dalla quale tutto ebbe inizio“.

Il sindacato NursingUp si chiede cosa accadrebbe “se qualcuna di queste indagini arrivasse in ritardo, o se un infermiere già vaccinato, di servizio in un pronto soccorso, di base in buona salute, ma con un livello anticorpale basso, diventasse, una volta infettato, dal momento che è a costante contatto con decine di persone ogni giorno, veicolo di contagio per un collega, un paziente o un suo stesso familiare a sua volta immuno-depresso, non ancora sottoposto a terza dose, mettendo a rischio l’incolumità di quest’ultimo?“. Per questo gli infermieri avvisano il Governo di fare il prima possibile per immunizzare nuovamente l’intero comparto della sanità.

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