“Siamo fatti di terra”: il dibattito in Piazza Quarto Stato a Volpedo

VOLPEDO – “Un Paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti“.
È iniziata con la citazione di Cesare Pavese interpretata da Assuntina Floris la tavola rotonda organizzata sabato 9 ottobre da Federconsumatori e dal sindacato dei pensionati Spi Cgil a Volpedo, in piazza Quarto Stato.

Durante la mattinata si è parlato dei molteplici rapporti che intercorrono tra cibo, salute e tradizione nel paese del pittore Pellizza e con la sua opera più famosa che ha fatto da cornice all’evento. La presentazione dell’iniziativa, a cura di Bruno Pasero di Federconsumatori, e gli spunti emersi dalla relazione di Antonella Albanese del Sindacato Pensionati Cgil hanno stimolato le domande che Beppe Rovera giornalista Rai ha rivolto agli ospiti: la dietologa Maria Luisa Amerio, il vicepresidente di Slow Food Silvio Barbero e il noto autore e conduttore televisivo Federico Quaranta.

Hanno partecipato al confronto Walter Massa, noto produttore “Vigneti massa” e presidente di Terre Derthona, Roberto Grattone, del caseificio “Terre del Giarolo”; Mattia Bellinzona Azienda Agricola Terre di Sarizzona, Elisa Gastaldi dell’azienda agricola Elilu, Pietro Cairo Presidente della Coop.va Volpedo Frutta.

adv-330

La dietologa Maria Luisa Amerio non ha mancato di raccomandare un consumo di cibo di qualità e soprattutto di frutta e verdura e ha confermato come la “dieta mediterranea” sia la migliore in assoluto perché ricca di ingredienti antiossidanti che giovano all’organismo di ogni età e in particolare a quella più avanzata. La qualità e l’etica di un prodotto sono state le parole chiave di Silvio Barbero di Slow Food: “Guardate la provenienza della produzione anche per capire se dietro quel raccolto o quella produzione non vi siano lavoranti sfruttati e malpagati“.
Con Federico Quaranta si è scoperto che anche in questo territorio, dietro prodotti d’eccezione, ci sono storie altrettanto eccezionali. Uomini e donne che hanno rifiutato di abbandonare i luoghi di origine, i mestieri antichi, la coltivazione di piante locali poco richieste o l’allevamento delle specie autoctone, e hanno scelto di restare e valorizzare secoli di conoscenza, citando ad esempio Walter Massa per la riscoperta di un vitigno autoctono come il Timorasso.

Mina Cilloni responsabile nazionale del dipartimento Benessere e Diritti dello SPI Nazionale ha concluso la mattinata con un messaggio di bisogno di “comunità”: “fare vivere il territorio”

Il tramandare le tradizioni significa fare progetti con le scuole per dare ai ragazzi l’opportunità di avvicinarsi alla terra, e su questo il sindacato Pensionati di Alessandria è già al lavoro con il sindacato Scuola per promuovere iniziative nelle medie del territorio.

Oltre agli ospiti della tavola rotonda si sono succeduti i saluti del Comune di Volpedo con il consigliere Claudio Gnoli, della Camera di Commercio di Alessandria e Asti con il Presidente Gian Paolo Coscia, a seguire i rappresentanti Piemontesi di Spi Cgil e Federconsumatori Beppe Mantovan e Giovanni Prezioso, Pierluigi Pernigotti dell’Associazione Pellizza da Volpedo ha illustrato le caratteristiche culturali e storiche del luogo in cui si è svolto l’evento. Presente, in rappresentanza del mondo del lavoro, Franco Armosino Segretario della Cgil provinciale.
Al termine della mattinata un’ultima citazione: “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento, non vivere in questa terra come un inquilino o come un villeggiante stagionale, vivi in questo mondo come se fosse la casa di tuo padre credi al grano alla terra al mare. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare significa dare valore al silenzio al buio alla luce alla fragilità alla dolcezza”.