Confindustria Alessandria: “Dati positivi ma resta il problema del reperimento materie prime”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Si intitola “In attesa della vera crescitala 188^ indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria. Le aspettative per i prossimi tre mesi delle imprese del nostro territorio sono nuovamente positive. Tra i dati più significativi il fatto che quasi 9 aziende su 10 (l’89%) hanno lavoro per più di un mese, un dato in crescita rispetto al trimestre precedente (+5%) e a un anno fa (+18%), in piena seconda ondata covid.

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Sale ancora la produzione, +21, in linea col dato piemontese (+21.3). Positivo l’export, +6, anche se in lieve calo rispetto al trimestre precedente, +15. Rispetto ai singoli settori recupera il metalmeccanico, +21 nel comparto ordini, rispetto al -5 del trimestre precedente. Più in difficoltà il settore della chimica che attesta un -10 nella produzione, dieci punti in meno rispetto a tre mesi fa, un problema dovuto alle criticità rispetto al reperimento delle materie prime.

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“Il recupero dell’economia nazionale è ben avviato – spiega Laura Coppo, Presidente di Confindustria Alessandria – e in attesa che inizi la vera crescita anche le previsioni dei nostri imprenditori sono ancora positive, come nel precedente trimestre. Il Centro Studi Confindustria sottolinea che ‘Il motivo principale della maggior crescita attesa è dato dagli effetti benefici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vale 235 miliardi tra 2021 e 2026 e che finanzierà le riforme e alimenterà gli investimenti. Per i primi anni l’impatto positivo è attribuibile soprattutto all’aumento di spesa e agli investimenti pubblici. Col tempo, invece, l’attuazione del Piano avrà effetti positivi sulla crescita, aumentandone il potenziale’. Ovviamente anche l’industria della nostra provincia attende di conoscere la reale portata e la puntuale identificazione degli interventi che potranno portare beneficio sul nostro territorio, dove diversi settori produttivi hanno posizioni competitive di eccellenza a partire dalla gioielleria, campione di export, piuttosto che dall’alta soglia tecnologica di chimica e gomma-plastica. Tuttavia, seppure a fronte di prospettive positive, il Centro Studi Confindustria avverte che occorre ancora considerare diversi elementi di rischio verso una crescita solida e duratura: dalla carenza prolungata delle materie prime ai costi dell’energia, all’inflazione elevata”.

Nello specifico, la previsione dell’occupazione è in crescita a +10 (era +3 nell’ultimo trimestre), e anche quella della produzione a +21 (era +19), quella degli ordini totali è stabile a +17 (era +18), e quella degli ordini export permane positiva a +6 (era +15). Si contrae lievemente la previsione sulla redditività che si fissa a zero (era +4). In spiccata discesa la previsione di ricorso alla cassa integrazione formulata dall’8% degli imprenditori intervistati (era il 16% lo scorso trimestre) e sono sempre in maggioranza, dal 75 % al 78%, quelli che prevedono invariata l’occupazione.
La propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, è sempre elevata ed è dichiarata dal 72% degli intervistati (era il 78%) anche se in lieve e fisiologica contrazione, mentre il grado di utilizzo degli impianti è stabile al 77% della capacità (era il 77%). Il ritardo negli incassi scende ed è segnalato dal 24% degli imprenditori (era il 27%). L’indicatore di chi ha lavoro per più di un mese aumenta ed è dichiarato dall’89% degli intervistati (era l’84%).

Permangono buone anche le previsioni dei settori produttivi: per il metalmeccanico, per la gomma-plastica e per l’alimentare, mentre il comparto della chimica segnala previsioni non migliorative.
Per il settore dei servizi alle imprese gli indici sono nel complesso ancora positivi: la previsione dell’occupazione a +21 (era +10), il livello di attività a +21 (era +27), i nuovi ordini da +13 a zero, rimangono positivi la redditività e il carnet ordini. E gli indicatori che emergono dall’indagine congiunturale di Alessandria sono in linea con le previsioni registrate a livello regionale piemontese.