In 20 aziende di Alessandria diventa obbligatorio il manager per ridurre le auto “casa-lavoro”
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ALESSANDRIA – Ridurre il traffico nelle aree urbane, limitando il numero delle auto che tutti i giorni si muovono dalle case ai luoghi di lavoro e viceversa. Sarà questo il compito del “mobility manager” nelle imprese con più di 100 addetti che si trovano in una città metropolitana, in un capoluogo o in un comune con più di 50 mila abitanti.

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L’obbligo normativo interessa anche una ventina di aziende di Alessandria che entro fine novembre dovrà mettere a punto un piano che proponga soluzioni alternative all’uso delle auto private dei dipendenti per la tratta casa-lavoro.

Per aiutare le imprese a muoversi correttamente verso i nuovi adempimenti per la mobilità sostenibile, Confindustria Alessandria mercoledì 27 ottobre, alle 15, organizza un webinar gratuito per gli associati tenuto da Matteo Ferraris dell’Ufficio Fiscale (iscrizioni sul sito www.confindustria.al.it).

Il mobility manager, ha ricordato Ferraris, era già stato anticipato da una figura simile introdotta una decina di anni fa per le realtà con almeno 300 dipendenti. “C’è quindi un pezzo di esperienza che deriva dal passato, senza contare che nella Pubblica Amministrazione questa figura è diffusa da tempo”.

Per le aziende private chiamate ora a redigere il piano degli spostamenti casa-lavoro il compito potrebbe comunque non essere semplice. Il mobility manager dovrà infatti conciliare le esigenze di diverse persone. “Sarà certamente più facile individuare soluzioni alternative in un’azienda dove tutti i dipendenti entrano ed escono alla stessa ora e magari arrivano anche dalla stessa città. Più complicato sarà il lavoro in un’impresa dove si fanno turni o dove capita che qualche dipendente debba fermarsi più a lungo, magari per delle riunioni con clienti che si trovano all’estero“.

Le soluzioni,  per Matteo Ferrarissi possono però trovare”, anche ad Alessandria. “La zona D5, ad esempio, non è agevole da raggiungere in bicicletta ma un mobility manager potrebbe mettere a punto un piano per migliorare o implementare le corse dei mezzi pubblici oppure prevedere il car pooling”, quindi organizzare dei viaggi condivisi su unica auto per dipendenti che entrano ed escono alla stessa ora.

Il mobility manager dovrà seguire specifici corsi di formazione e una volta nominato e pronto a mettersi al lavoro non dovrà “stravolgere dalla sera alla mattina l’offerta di mobilità esistente”. Certo, potrebbero servire “sforzi creativi” per conciliare le esigenze di tanti lavoratori ma per Ferraris, attraverso un percorso “graduale”  la figura del mobility manager può aiutare a “migliorare la situazione”. È fondamentale che nel piano degli spostamenti casa-ufficio si ragioni però sempre nella “dimensione del possibile”. Bisogna pensare a soluzioni attuabili, proponibili e quindi raggiungibili nel breve periodo. Questo nuovo adempimento sarà sicuramente oneroso per le imprese ma rappresenta anche un’occasione per disegnare una domanda di potenziali servizi alternativi. Il principio che regola il mercato è proprio l’incontro tra domanda e offerta e qui si vuole proprio stimolare questo  meccanismo. I tempi sono stretti ma da quanto abbiamo percepito le aziende sono attente al tema della sostenibilità e vogliono essere conformi alla disposizione normativa. Bisognerà poi vedere se i territori saranno in grado di rispondere ai piani di mobilità per gli spostamenti casa-lavoro con una adeguata offerta alternativa all’uso dell’auto privata”.