Autore Redazione
lunedì
22 Novembre 2021
12:15
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Cronaca

In viaggio attraverso il Purgatorio. Recensione di “Rai di Vita etterna”

Avvolgono in un flusso irresistibile le letture di Patrizia Camatel e la voce narrante di Aldo Pasquero nell’incontro poetico inserito nel programma della Fiera nazionale del tartufo di Murisengo
In viaggio attraverso il Purgatorio. Recensione di “Rai di Vita etterna”

MURISENGO – “Leggere Dante è, prima di tutto, un lavoro interminabile”. Il poeta russo Osip Mandel’štam paragona nella sua “Conversazione su Dante” la poesia dell’autore della Commedia alla musica di un’orchestra e all’immersione in “un flusso di energia denominato composizione”. In questo flusso si sono immersi il prof. Aldo Pasquero, insegnante con un importante percorso di autore e regista teatrale, e Patrizia Camatel di Casa degli alfieri/Archivio della Teatralità Popolare, che hanno presentato, domenica 21 novembre, presso la chiesa della Madonna delle Grazie e della Neve, “Rai di Vita etterna”, incontro poetico nel settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri. La lectura Dantis è stata parte del ricco programma della Fiera Nazionale del tartufo, un evento legato al territorio, ai suoi prodotti, ma anche proiettato verso altri orizzonti, in questo caso, con Dante, decisamente universali.

E “Rai di Vita etterna”, con la voce di Patrizia Camatel e l’esegesi di Pasquero, è proprio un tuffo nel Purgatorio, la cantica dell’amicizia, dell’arte e dell’amore. “La commedia è un grande arazzo”, spiega Pasquero, citando Luzi, e la trama è fatta di fili che si intersecano e motivi che ritornano. Così ritorna il tema politico in tutti i sesti canti delle tre cantiche, così le figure delle donne sono sempre potenti e splendidamente tracciate e così sono frequenti in Dante il recupero e la strumentalizzazione del patrimonio di cultura classica per decorare il suo discorso. Sono tanti i canti del Purgatorio visitati, nell’alternanza di lettura e spiegazione (ma entrambe sono molto di più). Emergono l’esilio, l’invettiva contro l’Italia del tempo, l’idea, o meglio il sogno, di un’Italia legata alla Roma antica ed emergono i temi del sottotitolo della lectio: “l’amicizia, l’arte e l’amore“. Così, nella sapiente drammaturgia degli incontri della Commedia, incontriamo il poeta classico Stazio, ispiratosi all’ammirato Virgilio, e contemporanei di Dante come Forese Donati, Bonagiunta Orbicciani, rappresentante del vecchio modo di poetare contrapposto al Dolce stil novo, ma anche Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel, cui l’Alighieri si rivolge per rispetto in provenzale. Si intrecciano arte e amicizia, rispetto e riparazione di vecchi contrasti, mentre lo spettatore viene condotto per mano da Pasquero nel mondo del Poeta, nelle sue tenzoni poetiche e in un contesto artistico di grande fermento. Emergono poi le figure femminili, da Pia de’ Tolomei alla senese Sapia a Matelda, espressione del valore polisemico dei versi, che la immortalano al contempo (e sono tante le interpretazioni) in quanto Grazia, Virtù o anche personaggio storico. E infine Beatrice, l’amore salvifico. La sua apparizione è preparata dal canto di Matelda nel Paradiso Terrestre e prelude al percorso ancora da fare, ormai “puro e disposto a salire a le stelle”.

Non una semplice lettura, “Rai di vita etterna”, ma un percorso guidato e sapientemente diretto, scandito da un’interpretazione di grande effetto. Patrizia Camatel porge i versi danteschi con una semplicità limpida, priva di sbavature e di enfasi, totalmente al servizio delle parole e dei significati molteplici, svelati nella lezione (direi una lectio magistralis con tempi teatrali perfetti) di Aldo Pasquero. E’ la lezione sulla poetica dantesca che tutti avremmo voluto e dovuto ascoltare da sempre, quella che cambia la prospettiva, apre mondi, contestualizza e riconosce il Dante profeta proiettato molto oltre il suo tempo. “Rai di vita etterna” non si limita ad essere un godimento estetico, è empatia e scintilla di comprensione. Per questo è, tra i tanti omaggi nel settecentenario dantesco, da non perdere.

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