Gli infermieri piemontesi pronti alla protesta: “Alla vigilia della quarta ondata vogliamo garanzie”

PIEMONTE – “Siamo alla vigilia di una quarta ondata che grazie ai vaccini sarà fortunatamente meno problematica e, visto le nuove norme, alla vigilia di una nuova accelerazione delle vaccinazioni di massa, oltre ad essere impegnati nel recupero delle prestazioni. Non si farà attendere tra l’altro la stagione influenzale che inciderà sul settore dell’emergenza“. A scriverlo è il Nursind, il sindacato degli infermieri, ormai sul piede di guerra nei confronti della Regione Piemonte.

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Gli infermieri sospesi, seppur una percentuale minima ma comunque importante, non sono stati sostituiti visto che non si possono fabbricare e non basteranno certo le proroghe dei contratti che serviranno ad evitare il disastro non certo a migliorare la situazione. Aggiungiamo una condizione disperata di ricerca di risorse nel privato e nelle RSA“, si legge nel lungo comunicato in cui puntano il dito contro l’assessorato regionale alla Sanità.

Il sindacato denuncia come “molti colleghi di diverse aziende non hanno ancora neanche visto l’indennità di malattie infettive di prima e seconda ondata. Una presa in giro che grida vendetta“. Il Nursind sa bene che “per andare avanti ci sarà bisogno di ulteriore sacrificio” ma anche “di grande disponibilità che sino ad oggi non è mai mancata nonostante sono stati minimi se non assenti i segnali di attenzione e riconoscimento verso una professione fondamentale come la nostra“.

Nel comunicato si legge inoltre che “gli infermieri sono sempre gli stessi e anche le annunciate stabilizzazioni e gli eventuali concorsi non serviranno senza una strategia organizzativa di riconoscimento e di investimenti regionali“. Da qui l’attacco alla regione che “ha investito tante risorse a chiunque decidesse di muovere anche solo un dito per dare un contributo. Manca un investimento per gli infermieri, coloro i quali, insieme ad altri ma più di altri, ci hanno permesso e ci permetteranno ancora una volta di andare avanti“.

Il Nursind scriverà per chiedere un incontro in Regione per “avere risposte e avanzare richieste, in assenza delle quali avvieremo iniziative di lotta e di protesta che non si fermeranno fino a quando non avremo risposte adeguate, senza escludere una o più giornate di sciopero regionale“.