Le ragioni delle città. Recensione di “Invisibili, le città” a Valenza
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VALENZA – “E ascolto dalla tua voce le ragioni invisibili di cui le città vivevano, e per cui forse, dopo morte, rivivranno”. Ne “Le città invisibili” di Calvino il Kublai Khan, imperatore dei Tartari, ascolta dalla voce di Marco Polo la narrazione delle anime delle città visitate dall’esploratore, ovvero della loro ragione di essere che contiene radici, storia e futuro.

Ieri, sabato 22 gennaio, Lella Costa, affiancata dall’artista visuale Stefano Giorgi e diretta da Roberto Tarasco, ha aperto la stagione APRE del Teatro Sociale di Valenza con “Invisibili, le città”, riflettendo sullo svuotamento di senso, in questi ultimi anni segnati dalla pandemia, delle città, luoghi ormai poveri di relazioni. Lo ha fatto in un contesto privilegiato, in un teatro bellissimo e colmo di pubblico, dove l’evidente desiderio di partecipazione ha segnato il contrasto con il ricordo ancora ben vivo della desertificazione cittadina degli ultimi due anni. Tutto inizia con quello che pare un dialogo con il pubblico, condotto sul filo della recente memoria della cancellazione dei luoghi urbani vivibili dove relazionarsi. In questa chiave le città oniriche di Calvino, già colme di significati ben leggibili, si caricano di una valenza ulteriore, travalicando il loro tempo come solo i testi classici di grande spessore possono fare.

L’atmosfera è favolistica, creata da musiche con un che di magico, il leggìo è circondato da bandiere tibetane, istoriate di mantra che espandono il loro effetto pacificatore, mentre Lella Costa legge quelli che paiono sogni sospesi, ma anche simboli ben riconoscibili del reale. In un contesto dove la città in quanto luogo di aggregazione ha ceduto il passo alla virtualità, le città invisibili sembrano più che mai profetiche.

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Così la voce di Lella Costa, totalmente al servizio della scrittura precisa di Calvino, narra di Diomira, Isidora, Trude, Pentesilea.., nomi di donna che sono città, luoghi dove le persone non si conoscono, oppure tessono fili intricati di relazioni, dove immense periferie non hanno fine e dove l’ansia di rinnovamento porta alla negazione del passato e al consumismo autodistruttivo. Ci sono città che “riescono a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare le città o ne sono cancellati”, c’è una città infelice dove tuttavia un filo collega un essere umano ad un altro, preludendo all’inferno dei viventi del finale, dove una via può essere “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Si ascolta, in una dimensione di sogno magico ed esotico, cullati dalla voce sapiente di Lella Costa, da effetti sonori da regno incantato (minuziosa ed efficace come sempre la ricerca musicale di Roberto Tarasco) e dalle immagini create da Stefano Giorgi, proiettate su un grosso schermo. Giorgi usa con prezioso tocco da artista una tecnica singolare: lavora su due tavolozze e crea in tempo reale immagini in movimento con colori, collage e sovrapposizioni. Le città invisibili prendono così forma, mutano, si dileguano con la stessa fluidità dei sogni più fantastici, precedono e assecondano l’immaginazione di chi ascolta. Ci si adagia nella favola per essere improvvisamente colpiti dall’acutezza di osservazioni che non possono lasciare indifferenti, che aprono lo sguardo alla grettezza, alla miopia del progresso, ai rapporti sociali malati. In questi scorci freddi e limpidi che squarciano l’incanto sta il genio di Calvino, sublimato da un’interpretazione da grande signora del teatro, come Lella Costa indiscutibilmente è.

La stagione APRE, con la direzione artistica di Roberto Tarasco e quella organizzativa della Coop CMC di Angelo Giacobbe, è iniziata con un grande riscontro di pubblico e proseguirà sino a fine marzo con un cartellone di grandi nomi, ma anche nuove proposte e nouveau cirque. Saranno in scena Alessandro Benvenuti, Chiara Francini, Andrea Pennacchi, ma anche il circo di Magdaclan e la giovane compagnia Potenzialievocati Multimediali in “Risveglio di primavera” di Frank Wedekind, con la regia di Gabriele Vacis, spettacolo inizialmente programmato per il 29 gennaio e rimandato in data che sarà presto comunicata.