Il mondo della notte contro i furbetti del divertimento: “Molti chiusi, altri fanno ballare abusivamente”

BORGHETTO BORBERA – C’è chi rispetta le regole e chi no. E questo, in un periodo estremamente difficile a causa delle continue chiusure da parte del Governo volte a rallentare la pandemia da Covid-19, non fa che aggiungere preoccupazione a preoccupazione, rabbia a rabbia. Lo sanno bene i titolari dei locali notturni, quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica legata al virus arrivato in Italia nell’ormai lontano febbraio del 2020.

Siamo stati chiusi dal 22 febbraio 2020 al 30 ottobre 2021. Abbiamo provato in ogni modo a ripartire, 50 giorni di speranza, ma ci hanno richiuso senza alcun rispetto la vigilia del 25 dicembre, a meno di 24 ore dalla serata più importante dell’anno, almeno per il Mulino Club, quella di Natale“, spiegano in una lettera Filippo Cabella e lo staff de Il Mulino di Borghetto Borbera. “Inutile continuare a piangersi addosso, purtroppo non servirebbe a nulla, ma se vogliamo continuare a sperare di sopravvivere, dobbiamo sapere cosa ne sarà di noi. Ad oggi, sappiamo solo che il decreto vieta qualsiasi forma di intrattenimento in qualsiasi attività, nella fattispecie nei locali con licenza di pubblico spettacolo, imponendone la chiusura fino al 31 gennaio 2022“, si legge ancora.

A questo si aggiunge che “le nostre associazioni di categoria ci hanno purtroppo già avvisato di una quasi certa proroga, fino a data da destinarsi (si spera di salvare almeno il mese di aprile per poi poter riaprire nella stagione estiva) ma, come avvenuto nel decreto Natale, lo scopriremo nei prossimi giorni, senza alcuna speranza di programmare il nostro lavoro“. Questo farà si che la ripartenza “sarà molto complicata, poiché la maggior parte dei ragazzi che lavora(va)no nel mondo della notte, per forza di cose ha cercato altre occupazioni in questi due anni di incertezza“.

A far montare la rabbia a chi della notte ha fatto il proprio mestiere con passione e professionalità sono i comportamenti di chi aggira sistematicamente il decreto facendo ballare e divertire in maniera del tutto abusiva: “Capiamo che in una fase di sviluppo esponenziale della pandemia sia folle ed eticamente sbagliato aprire le discoteche, ma troviamo tremendamente discriminatorio che attività di intrattenimento vengano svolte in totale abusivismo, in alcuni casi senza il possesso di licenze (quelle di pubblico spettacolo sono estremamente rigide, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza) rendendo la nostra chiusura totalmente vana al contenimento della pandemia, penalizzando di fatto solo coloro che rispettano le regole“. Da qui una richiesta tanto semplice quanto concreta: “Noi chiediamo solo di poter continuare a fare impresa nel mondo della notte, e che il nostro lavoro venga rispettato perché è palese come non sia dipeso da noi l’evolversi della pandemia, essendo stati di fatto chiusi negli ultimi due anni“.

Cabella e il suo staff ritengono che “un genitore deve poter portare a ballare i propri figli in serenità, in locali sicuri, dove il divertimento venga svolto in sicurezza e nel totale rispetto delle regole, è questo il messaggio che dobbiamo dare. Siamo stufi di essere additati come colpevoli, come responsabili dell’espandersi della pandemia, non è giusto che un intero movimento venga penalizzato poiché fa più notizia chi non rispetta le regole rispetto ai più che soffrono in silenzio. Questa situazione deve finire“.