L’Unione europea preoccupata per la peste suina africana
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EUROPA – L’arrivo della peste suina nell’Italia del Nord, tra i cinghiali allo stato brado sempre più abbondanti, allarma l’Europa. Il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Norbert Lins (Germania, Ppe) ha scritto una lettera al commissario europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, per chiedere “iniziative immediate” per alleviare la “situazione negativa” in cui si trova l’allevamento di suini in Europa, sottolineando che “il focolaio di peste suina africana in Italia questo mese è una notizia molto negativa“.

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Per Lins la situazione “potrebbe anche peggiorare, se le esportazioni di prodotti della suinicoltura italiana, specialmente quelle di prosciutti stagionati sui mercati extra Ue, dovessero collassare“.

Il settore è in difficoltà anche per via dell’aumento dei costi di produzione, in particolare quelli dei “mangimi, ma anche dell’elettricità e dei servizi veterinari“, oltre che per “l’eccesso di offerta causato dal calo della domanda cinese, a causa della concorrenza di altre regioni e dell’impatto negativo della peste suina sull’export“. Tutti questi fattori hanno compresso i margini a livelli “criticamente bassi“.

La “continua inazione” delle autorità Ue, avverte Lins, porterebbe ad una “ulteriore concentrazione della produzione suina nell’Ue e alla creazione di centri di produzione pesante nell’Ue“, gli unici a poter sopravvivere alla compressione dei margini grazie alle economie di scala, con tutti gli effetti “ambientali” negativi che i maxi allevamenti comportano. Per Lins, “misure nazionali mirate non sono il modo migliore per affrontare il problema“.

Per il politico del Ppe, “è ora che la Commissione si muova con forti sostegni al settore, mirati ad aprire nuovi mercati e a consolidare quelli esistenti“, unitamente a un “intervento di mercato a livello Ue. Ci aspettiamo – conclude – che venga fatto ogni sforzo per contenere ed eradicare i focolai esistenti” di peste suina.

La peste suina africana, spiega l’Efsa, è una malattia virale dei suini e dei cinghiali selvatici, solitamente letale. Non esistono vaccini né cure: ha gravi conseguenze socio-economiche nei Paesi in cui è diffusa, perché una volta che un allevamento viene colpito l’unica soluzione è l’abbattimento degli animali. Gli esseri umani non sono sensibili alla malattia.