La lunghissima sete del Piemonte, a secco dall’8 dicembre 2021
adv-263

PIEMONTE – Il Piemonte ha sete da 50 giorni. Lo spiega Arpa Piemonte in un’analisi che dimostra la penuria di precipitazionisignificative“, cioè superiori alla media giornaliera piemontese di 5 mm, dall’8 dicembre scorso. Un dato questo che pur non rappresentando un record rientra tra i 15 risultati più lunghi di siccità negli ultimmi 63 anni.

Questo risultato segue un finale 2021 già complciato con un deficit pluviometrico di circa il 17%, cui si è aggiunto un gennaio molto secco con 4.6 mm di pioggia media in regione, il 4° più secco dopo il 1989, il 1993 e il 2005. L’anomalia negativa di pioggia in Piemonte dall’8 dicembre 2021 a oggi varia quindi tra i -45 mm e i -100 mm con le zone più in affanno a nord attorno al Lago Maggiore e sui rilievi meridionali al confine con la Liguria.

La prolungata asenza di piogge sta influendo anche sull’indice di anomalia della precipitazione a 1 mese (SPI 1 mese) “che mostra come tutti i bacini del nord della regione si trovino in condizioni di siccità moderata che diventano di siccità severa in tutte le zone sudoccidentali del Piemonte, con i bacini di Tanaro e Stura di Demonte maggiormente in sofferenza“. In prospettiva, tra l’altro, le previsioni meteo indicano ancora una sostanziale tenuta del cielo con un potenziale aggravamento della situazione.

Tutto questo naturalmente si traduce in una scarsità idrica dei fiumi piemontesi. Lo scostamento rispetto alla media storica di riferimento è del -70% per la Bormida Sud. Infine, “in chiusura del bacino piemontese del Po, all’idrometro di Isola Sant’Antonio, la portata media di gennaio calcolata ad oggi, risulta pari a 171 mc/s valore che, in una classifica di portate mensili di gennaio dal 1996 al 2021 per questa stazione, si posiziona al terzo posto tra le più basse dopo il 2002 e il 2016 dove era stata di circa 130 mc/s“.