Il viaggio di Valentina in Ucraina per portare cibo e medicine: “Le famiglie piangono i figli morti in guerra”

MONLEALE – Per Valentina dal 1999 l’Italia è la sua nuova casa. La prima l’ha lasciata 23 anni fa, in un piccolo paese dell’Ucraina al confine con la Crimea. Lei, di origini russe ma legata per la vita al Paese attualmente guidato dal presidente Volodymyr Zelenskyj, ha deciso di rendersi utile per quella nazione che l’ha vista nascere e crescere. Da quanto la Russia ha invaso l’Ucraina, Valentina ha così deciso di raccogliere generi alimentari e medicine da destinare alla popolazione. “Le ho portate personalmente io, insieme a due amici italiani. Sono arrivata in Romania e poi sono entrata in Ucraina per dirigermi a Chernovtsy, una piccola città a pochi chilometri dalla collina“, ci racconta. Qui le derrate e i farmaci, raccolti a Monleale dove Valentina lavora, sono stati portati alla chiesa della città per poi essere distribuiti nell’intero Paese a seconda delle necessità e carenze. “Il cibo in scatola è stato dato a chi combatte, mentre la pasta negli ospedali così come le medicine“.

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DOMANDA: Che effetto le ha fatto tornare in Ucraina?
RISPOSTA: È stato un colpo al cuore. Ho visto un popolo che sta combattendo ma anche soffrendo molto per una guerra ingiusta. Le donne non hanno più parole, solo lacrime per i figli che combattono o che sono morti sotto i bombardamenti o negli scontri con l’esercito russo.
D: La zona dove è andata è stata colpita dalla guerra?
R: 
Al momento no, gli scontri sono più a est. Ma sono convinta che gli scontri arriveranno anche lì. Putin non si fermerà, non credo che abbia intenzione di fermare.
D: Cosa intende?
R: Io ascolto ogni giorno la radio russa. Martellano il popolo con notizie in cui dipingono l’Occidente come il nemico numero uno, un nemico da sconfiggere. Sta preparando il popolo a qualcosa di grosso. Giustifica in tutti i modi la guerra.

D: E il popolo Ucraino?
R: 
È pronto a combattere sino alla morte. Non vogliono lasciare in mano agli invasori le loro case e i posti che li ha visti crescere, innamorare, studiare, vivere.
D: In mezzo a tutto questo c’è l’Occidente.
R:
Sì, sapere che Paesi come l’Italia, la Francia o la Germania sono al nostro fianco e stanno sanzionando la Russia ha dato un grosso conforto a tutti noi. Non ci sentiamo soli contro una Nazione immensa che pensavo potesse prendere l’Ucraina in poche ore.
D: E invece…
R: 
Invece stiamo resistendo e lo facciamo anche per l’Europa.

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D: Sembra che il popolo ucraino si sia compattato superando ogni differenza.
R:
Ora non ci sono più filo-russi e filo-Zelenskyj. C’è un unico popolo che lotta per mantenere la libertà. Ma questa unione la vedo anche tra i popoli dell’Europa. Putin non si aspettava questo fronte comune.
D: Anche l’Italia si è mossa in questo senso.
R:
Sono commossa per la vicinanza che l’Italia ha mostrato nei confronti dell’Ucraina. Ci tengo a ringraziare tutte le persone che ci stanno aiutando e soprattutto tutte le persone che mi hanno aiutato a riempire un furgone da portare in Ucraina.
D: Ora un nuovo viaggio verso l’Ucraina.
R: 
Sì, penso che partiremo questa sera per viaggiare durante il giorno in Romania e arrivare quando è ancora chiaro in Ucraina. Chiedo a tutti voi di pregare per il mio Paese e che questa guerra possa finire il prima possibile.