Il ds Artico parla dopo la retrocessione dell’Alessandria: “Ho commesso errori di valutazione e gestione”

ALESSANDRIA – La sera di venerdì 6 maggio a metterci faccia e voce era stato solo Moreno Longo. Era stato il tecnico a provare a spiegare le motivazioni di una retrocessione diretta in Serie C. A quasi una settimana di distanza da quella tragica (sportivamente parlando) notte, è il direttore sportivo Fabio Artico a fare il punto sull’addio dopo una sola stagione a quella B che mancava in città da quasi mezzo secolo.

“In una stagione dove si retrocede è ovvio che ci sono stati errori da parte mia. Sono stati giorni difficili anche per me dal punto di vista emotivo”, ha spiegato il ds. “Perdiamo la Serie B per un punto dopo un campionato che ci ha visto iniziare pagando lo scotto della categoria, poi con il lavoro ci siamo raddrizzati. Sicuramente, e lo ripeto, ho fatto errori dal punto di vista tecnico“, ha aggiunto.

Su Ariaudo e Barillà il ds sostiene che “sono arrivati il 25 febbraio dopo un periodo molto lungo di inattività. Può essere che non sono entrati in un meccanismo di squadra”.Sui fondi “il budget era quello di una squadra che doveva combattere per salvarsi. Sicuramente noi abbiamo pagato di essere arrivati un po’ a sorpresa in B e ce la siamo giocata con squadre molto più strutturate e forti. Ma qua siamo retrocessi tutti”.

Sul futuro Artico spiega di avere “un contratto che mi lega all’Alessandria, il presidente si è giustamente preso del tempo per pensare. Adesso però io non riesco a pensare al domani, devo ancora metabolizzare quello che è successo ieri. Dopo che il presidente avrà preso le sue scelte ci si confronterà e si capirà quale sarà il mio futuro”. Il ds ritiene di “aver pagato una certa inesperienza della categoria. Se non la vivi da dentro non la si può capire. Un conto è guardare le partite dall’altra è viverle quotidianamente”.

Il mercato di gennaio ha poi visto la partenza di Arrighini “è arrivato Fabbrini al suo posto. Numericamente forse potevamo prendere qualcuno, però con i se e con i ma non si fa la storia. Noi abbiamo valorizzato dei giovani importanti come Pierozzi e Milanese. I ragazzi hanno dato veramente tutto. È mancato un punto, ma per quel punto io devo dare risposte a questa società”.

Infine una chiosa su Michele Marconi “che ha deluso le aspettative. Quando lo abbiamo preso a luglio era il migliore attaccante che potevamo prendere anche se aveva una serie di problemi come le otto giornate di squalifica. Anche lui sa di aver deluso. Per onestà mi chiedo: lo abbiamo messo nelle migliori condizioni per rendere al meglio?”.