Nuovo Ospedale Alessandria, più letti ma non fino a 800 unità: “Il fabbisogno, però, sarà rispettato”

ALESSANDRIA – In merito al nuovo ospedale di Alessandria, oltre al luogo sul quale sorgerà (non necessariamente la zona aeroporto), durante la presentazione dello studio sul nuovo progetto è emersa un’altra novità rispetto a quanto era stato affermato un anno fa. L’Ospedale Civile, infatti, non registrerà un aumento del 40% dei posti letto fino a circa 800 unità. I posti letto all’Ospedale Civile passeranno da 520 a 568, 48 in più, 30 dei quali posti “tecnici”. Cosa si intende per posti tecnici viene spiegato nella didascalia in fondo al primo grafico e nel primo servizio video linkato in fondo all’articolo.

Nessuna variazione all’Ospedale Infantile, che resterà anche nell’attuale ubicazione (ma che nel prossimo futuro sarà comunque interessato da lavori di ammodernamento per un totale di 17 milioni di euro di investimenti, divisi in due lotti), mentre il presidio riabilitativo Borsalino potrà invece contare su 20 posti letto in più, fino ad arrivare a sfiorare le 100 unità.

Lo studio ha riguardato anche gli ospedali Asl del territorio. Questa la differenza del numero dei posti letto nei singoli presidi in rapporto al 2019: = a Casale, -9 a Novi, +14 a Tortona, -2 ad Acqui e -28 a Ovada (visto che, in quest’ultimo caso, i posti letto per le non acuzie e la riabilitazione saranno spostati a Tortona), per un complessivo aumento di 29 posti letto, considerando tutti e cinque i plessi.

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In generale, comunque, i referenti della società Agm Project Consulting, autrice dello studio finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, hanno assicurato il “rispetto dei fabbisogni” e “una risposta allineata ai bisogni di salute sia attuali sia prospettici della popolazione del territorio”, il “miglioramento delle performance nell’uso delle risorse ospedaliere (degenza media, saturazione delle diagnostiche e delle sale operatorie, riduzione dei tempi di attesa, ecc.) con conseguenti riduzioni di costi per gli enti competenti” e una “riduzione della mobilità passiva extra regionale e dei conseguenti costi per la Regione” 

“Non è detto che la fonte certa di finanziamento sarà Inail, potrebbe essere un’altra” ha anche osservato il consigliere regionale Pd Domenico Ravetti, che ha poi rimarcato anche le due novità sul numero di posti e sul luogo non ancora deciso “Lo dico alla destra: ora ascoltateci, basta propaganda, togliamo l’ospedale e la salute della nostra gente dal conflitto elettorale”. 

Ieri inoltre è stato rimarcato il rafforzamento della sanità territoriale, col potenziamento dell’attività infermieristica domiciliare, la messa in funzione di 9 case della salute, 3 ospedali di comunità (con una dotazione minima di 60 posti letto) e 4 centrali operative territoriali”. 

Valter Alpe, direttore generale dell’Ospedale di Alessandria, ha anche ipotizzato una possibile destinazione dell’attuale edificio in via Venezia, quando il trasferimento sarà completato: “Si potrebbero destinare questi spazi agli universitari della Facoltà di Medicina dell’ateneo del Piemonte Orientale”.

Di seguito, invece, l’intervista all’assessore regionale Luigi Icardi sulla scelta del luogo del nuovo ospedale.