Il cortometraggio “Senza Nome” ha vinto il concorso nazionale Zonta Short Festival

PROVINCIA DI ALESSADRIA – Il cortometraggio “Senza Nome” della regista Gisella Gobbi ha vinto la sesta edizione dello Zonta Short Festival 2022, il premio nato nel 2012 che ha valorizzato quattro cortometraggi di profondo significato, tre dei quali hanno i bambini come protagonisti. Il Concorso Nazionale per cortometraggi a regia femminile di Zonta Club Alessandria è sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dal Gruppo Amag con la collaborazione dell’Associazione Cultura e Sviluppo e La Voce della Luna.

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A premiare le vincitrici sono intervenuti l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, l’Assessore alle Pari Opportunità della Città di Alessandria, il consigliere comunale delegato dal Gruppo Amag, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Luciano Mariano.

La giuria del premio, presieduta da Barbara Rossi, ha assegnato il premio miglior corto alla regista che ha iniziato negli anni ’80 con un lungo sodalizio artistico in teatro con Gabriele Lavia, lavorando parallelamente con registi del calibro di Mauro Bolognini, e poi Rubini, Barbareschi. Nell’83 inizia a lavorare per la televisione e il cinema con Francesca Archibugi, Marco Tullio Giordana, Damiano Damiani, Cristina Comencini, Paolo Genovese e molti altri.

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Nel 2010 il debutto alla regia come regista della seconda unità per la serie televisiva L’Isola di Rai 1, esperienza a cui ha fatto seguito quella della fortunata serie “Braccialetti Rossi”. Artista di grande empatia, nel 2021 dirige due puntate de “Il segno delle Donne ” per Rai Storia e il corto presentato allo Zonta Short Festival che racconta di un sogno negato ad un piccolo bimbo di sette anni: per lui niente gioco, niente scuola, ma l’immensa profondità del Mare Mediterraneo che lo ha inghiottito.

Un file rouge che lega questo corto a “Capitan Didier” diretto da Margherita Ferri ancora la storia di un bimbo che nel mare ha lasciato la sua mamma, vincitore del premio per la miglior sceneggiatura a Roberta Palmieri.

Il premio alla miglior regia è stato assegnato a Valentina Casadei per “Giusto il tempo per una sigaretta”, struggente corto che presenta lo spaccato di una famiglia con problematiche sovrapposte.

Zonta Club Alessandria ha voluto ricordare Gianni Giavotto, per diverse edizioni membro della giuria del Premio, recentemente scomparso. All’ideatore di “Officinema” il laboratorio di cinematografia dell’Istituto Saluzzo Plana, è stato dedicata la Menzione Speciale IO POSSO assegnata tra tutti i corti giunti sulla tematica dell’autostima al corto di animazione “Cromosoma X” di Lucia Bulgheroni.

Premi in denaro per il miglior corto, la miglior regia e la miglior scenaggiatura per un motepremi di circa 3 mila euro, un’opera dell’artista locale Denise Bistolfi per la menzione. Zonta Short Festival rappresenta un trampolino di lancio, uno dei pochi concorsi nazionali che assegna riconoscimenti in denaro perché Zonta Club Alessandria promuove l’empowerment delle donne e il valore del loro lavoro.

La prima vincitrice nel 2012, Alessia Scarso, oggi è componente della Giuria, insieme alla già citata Rossi, Benedetta Pallavidino, Franco Carciofolo, e Ivana Sarotto, Governor Eletta, unico membro Zonta (ma non del Club di Alessandria) presente in giuria. Il Premio è organizzato dal Comitato Cinema di Zonta Club Alessandria presieduto dalla past president, Carla Gallini. La prossima edizione si terrà nel 2024.

ZSF 2022: motivazioni

Miglior film: Senza nome di Gisella Gobbi
Motivazione: Per la potenza visiva e la sensibilità con cui la regista racconta la tragedia della moltitudine di giovani vite spezzate sul nascere mentre erano alla ricerca di un loro posto nel mondo e che, invece, finiscono per declinarsi sotto il segno di una evidente e dolorosa assenza.

Miglior regia: Giusto il tempo per una sigaretta di Valentina Casadei
Motivazione: Per la dimensione narrativa – incisiva e, al tempo stesso, delicata – entro cui viene incorniciata la complessa vicenda familiare dei due fratelli Christian e Giulio, espressione tenera e sofferta di un quotidiano soffocato da impegni e responsabilità che impediscono di coltivare legami profondi sia in famiglia che all’interno del tessuto sociale, ma ravvivato dall’incontro con Alì, la cui presenza salvifica si prolunga ben oltre il tempo di una sigaretta…

Miglior sceneggiatura: Capitan Didier di Margherita Ferri
Motivazione: Per la vivacità dialettica e la precisione di uno script che sa restituire al meglio – tra momenti drammatici e sprazzi d’allegria – il sogno di accoglienza e integrazione del piccolo Didier e di suo padre Amir, nel contesto di una cultura della pace e di una società realmente multietnica, in grado di valorizzare ogni sua componente proprio in virtù di quelle caratteristiche che la rendono unica e speciale.

Menzione Speciale Io Posso: Cromosoma X di Lucia Bulgheroni
Motivazione: Per l’originalità estetica e di contenuto dell’opera, che attinge ai canoni rappresentativi del cinema d’animazione in stop-motion e della cultura pop per evidenziare gli stereotipi più ricorrenti intorno al racconto dell’identità femminile e del rapporto fra i generi: anche tramite l’espediente narrativo di un clamoroso ribaltamento di posizioni e ruoli, che si focalizza nel sogno-incubo del protagonista Rich.