L’appello di Anaste alla Regione sulle case di riposo: “O ci aiutate davvero o chiudiamo”

PIEMONTE – La situazione delle residenze per anziani è drammatica, spiega Fabio Tirelli, Vice Presidente di Anaste, l’Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età. La sua dichiarazione giunge alla vigilia dell’incontro del 31 maggio a seguito del Protocollo d’intesa che “sarebbe stato sottoscritto il 10 maggio dalla Regione“. Un condizionale usato con cognizione di causa sostiene Tirelli perché “Anaste e Uneba, le due associazioni che rappresentano l’80% delle rsa piemontesi, non sono state interpellate e coinvolte“.

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L’appuntamento del 31 maggio dunque giunge a sorpresa, spiegano, e dopo mesi di appelli inascoltati. “Da tempo chiediamo ristori adeguati, senza pretese imponenti. Per esempio in Liguria le case di riposo hanno ottenuto contributi per le spese covid 8 volte più alti rispetto ai nostri, e parliamo di una Regione normale e non ricca come l’Emilia“. Poi, continua Tirelli, ci sono i problemi legati agli aumenti per bollette e utenze con i dubbi sulle dichiarazioni di Cirio: “Ha detto che la Regione non può fare nulla e che tutto è nelle mani delle Asl, alla loro discrezione, sebbene anche proceduralmente questo non sia possibile“. Ma il problema più rilevante è quello dell’adeguamento delle tariffe all’interesse inflattivo. “Se la Regione non adegua i prezzi – conclude Tirelli – noi chiuderemo perché non possiamo più reggere. Se non si interviene le famiglie non porteranno più gli anziani nelle strutture, li terranno a casa dove non potranno dare assistenza adeguata e alla fine sarà un dramma per tutti – conclude amaro il vice presidente Anaste“.

 

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