“Il 90% dei casi di cancro al polmone è colpa del fumo”: rischi e pericoli di tabacco e sigaretta elettronica

PIEMONTE – “Il fumo è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società“. A dirlo è Airc che corrobora questa affermazioni con dati ministeriali che fanno più che riflettere. Basti pensare, infatti, che in Italia oltre 93 mila morti sono attribuibili al fumo di tabacco. Un vizio mortale che colpisce anche i giovanissimi. Nel nostro Paese tra i 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente e il 18% fa uso di sigarette elettroniche, spesso percepite come meno nocive rispetto alle sigarette tradizionali.

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Il fumo causa circa “l’85-90% dei casi di tumore del polmone, oltre ad aumentare il rischio di sviluppo di tumori del cavo orale e della gola, del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell’esofago, del seno e di alcune leucemie“, ci spiega il dottor Silvano Gallus ricercatore Airc che ha da poco iniziato uno studio anche sugli effetti della sigaretta elettronica. Il tumore del polmone in Italia è la prima causa di morte per neoplasia, con 34 mila decessi stimati solo per il 2021.

DOMANDA: Cosa rischia un fumatore?
RISPOSTA: Il tabagista medio rischia sino a 10 anni di vita vissuta in meno. Ormai da anni è appurata la relazione tra il fumo e il cancro ai polmoni. In studi passati si è notato che chi fuma muore molto prima di un non fumatore.
D: E smettere, anche dopo anni, può aiutare?
R: Questa è la cosa bella che si è osservato: se una persona smette di fumare intorno ai 40 anni recupera tutti quei 10 anni sottratti potenzialmente dal fumo. Chi invece smette intorno ai 50 anni ne recupera circa 5 mentre chi dice stop alla sigaretta dopo i 60 anni ottiene comunque benefici concreti.
D: Cosa provoca il fumo di sigaretta?
R: Oltre alle patologie già elencate possiamo dire che fumare provoca nel tempo una disabilità generale. Tra tutte la difficoltà a respirare dato che il fumo intacca in tutto e per tutto l’apparato respiratorio dai polmoni, il cui cancro è causato nel 90% dei casi proprio dal tabacco, sino alla faringe: chi fuma ha 4-5 volte più probabilità di contrarre un timore del cavo orale in più rispetto a un non fumatore. Ma anche problemi cardiovascolari.

D: Come mai la sigaretta genera tutti questi problemi?
R: Le cause sono molteplici. La ragione più plausibile è che all’interno di una sigaretta ci sono molte sostanze che, attraverso la combustione, vengono sprigionate. Tra queste ce ne sono diverse cancerogene. Le più comuni e pericolose sono la formaldeide e l’acetaldeide.
D: E questo ricade tutto sulla Sanità.
R: La spesa per la Sanità è elevata. Nel 2021 sono stati diagnosticati oltre 40 mila casi di cancro ai polmoni in tutta Italia. La tassa sulle sigarette non dovrebbe andare allo stato, ma alle Regioni con l’obbligo di investire quei soldi proprio nella Sanità per curare i tabagisti.
D: Ma con tutte le cose che sappiamo sulla pericolosità del tabacco ci sono ancora tante persone?
R:
 Purtroppo sì. Nel 2021, dopo decenni di calo c’è stato un aumento di vendite di tabacco e sigarette. In particolare i giovani stanno tornando ad avvicinarsi a questo pericoloso vizio.

D: Come mai?
R: Io ho una teoria. Penso che parte della colpa sia della sigaretta elettronica. Abbiamo tutti la percezione che questo dispositivo aiuti a smettere di fumare ma la riduzione di vendita delle sigarette non è avvenuta. Anzi, molti fruitori della sigaretta elettronica spesso utilizzano anche quelle normali, aggiungendo benzina sul fuoco.
D: Ma non si era detto che le sigarette elettronica fossero meno nocive?
R:
Sì, ma a oggi non sappiamo se lo siano meno di una sigaretta tradizionale. All’interno del liquido che noi inaliamo ci sono elementi che troviamo nel tabacco, tra cui la nicotina, oltre a ulteriori additivi. Anzi, empiricamente si tratta di una minaccia al controllo del tabagismo dato che, come già detto, chi adopera questo dispositivo spesso usa anche la sigaretta classica.
D: Per come l’ha descritta sembra quasi un palliativo.
R: 
In parte potrebbe esserlo. Nel senso che abbiamo notato che un fumatore riesce a smettere definitivamente di fumare se non passa dalla sigaretta elettronica. Chi usa questo dispositivo, si sente meno in pericolo e quindi, ogni tanto torna al tabacco peggiorando la sua situazione di salute.

D: E in tutto questo lo Stato come si colloca?
R: Da tempo chiediamo che le sigarette elettroniche vengano tassate tanto quanto quelle tradizionali. Questo al momento non è ancora così, anche se il ministero della Salute ha rifiutato la proposta avanzata da Philip Morris che chiedeva di poter pubblicizzare il proprio prodotto come meno dannoso per la salute umana. Al momento non ci sono però studi che attestino questa cosa.
D: Ma la legge Sirchia non è applicabile?
R: 
No, c’è un vuoto normativo in questo senso. Basti pensare che a oggi è a discrezione del titolare di un luogo pubblico o privato che sia permettere di utilizzare al chiuso la sigaretta elettronica o meno.
D: Lei però sta studiando questo nuovo fenomeno.
R: 
Grazie a Airc sono riuscito a costituire il primo studio italiano per capire in circa cinque anni se la sigaretta elettronica causa o meno malattie respiratorie o la morte a chi la utilizza. Ipotizziamo che faccia meno male rispetto al tabacco, qual è però il suo scopo? Se non controlla il tabagismo tradizionale è solo uno strumento che fomenta al consumo di nicotina, ma soprattutto punta a un target sempre più giovane con design accattivanti e pubblicità ad hoc. 

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