Teatro in campagna all’imbrunire. E’ iniziato il Festival Tramonti

SERRAVALLE SCRIVIA – L’estate, la campagna, il sole che tramonta su paesaggi diversi e sempre incantevoli. Da questo felice connubio nasce il Festival Tramonti, il cui sottotitolo recita E.State a Teatro, organizzato dall’associazione di promozione sociale Primo Piano di Novi e ideato da Elena Forlino e Davide Fabbrocino. Tramonti è un festival itinerante, che propone sei eventi di teatro e musica in cinque luoghi differenti. Ogni spettacolo si ripeterà in ognuna delle locazioni, sempre suggestive, in un giorno preciso della settimana. Così il mercoledì il tour inizierà all’azienda agricola La Rapa Bendata a Serravalle Scrivia, per proseguire il giovedì alla locanda Il Grande Airone a Castellania, il venerdì alla Baita Rio Gorzente a Bosio, il sabato al Circolo Arci La Baracca di Sottovalle, frazione di Arquata, e la domenica nell’Area Verde Monica Bassan a Gamalero. Ieri, mercoledì 22 giugno, Il festival è stato inaugurato dal primo appuntamento presso La Rapa Bendata, dove è stato possibile, prima dello spettacolo, godere dell’home restaurant sotto la toppia. Elena Forlino e Davide Fabbrocino hanno presentato il loro “Il triangolo no ma nemmeno altre figure geometriche”, che oggi, giovedì 23 giugno sarà replicato alla locanda Il Grande Airone a Castellania, per approdare venerdì 24 a Bosio, sabato 25 a Sottovalle e domenica 26 a Gamalero. I prossimi spettacoli saranno: “Volevo essere Lella Costa” con Monica Martinelli dal 13/07 al 18/07, Telepasolini” di e con Mele Ferrarini dal 27/07 al 31/07, “Habitat naturale” di e con Elisabetta Granara dal 3/08 al 7/08, “Parole al tempo” di e con Lorenzo Bartolini dal 24/08 al 28/08, “Lo spirito di Mercedes Sosa” con Mari Celeste Criniti, Federico Lapo, Stefano Matera dal 7/09 al 11/09.  Non è previsto un biglietto ma è possibile supportare l’evento e Primo Piano APS con un’offerta up to you o sottoscrivendo la  tessera. Info e prenotazioni al 3282795782  https://www.facebook.com/primopianoaps

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“Il triangolo…” racconta di una coppia, ma anche del rapporto tra i due autori-protagonisti nello scrivere i dialoghi dello spettacolo. La stessa difficoltà a comunicare e ad interagire della coppia amorosa si riflette in quella lavorativa. In un gioco di continua alternanza i due (anzi, i quattro, perché è chiaro che di due coppie si tratta) litigano, rivelano incomprensioni date da un sentire inevitabilmente diverso, si rivolgono al pubblico e lo coinvolgono. Forlino e Fabbrocino iniziano dal finale, segnato dalla fine del rapporto dei loro personaggi che dura l’arco di un anno, per poi ritornare ad essere loro stessi, con tanto di malesseri e idiosincrasie, e discutere sul diverso approccio al teatro. Comico quello di lui, sul modello della scuola di Zelig, e drammatico quello di lei, una dicotomia che si traduce nella ripetizione in forma diversa delle stesse scene, in un moltiplicarsi di possibilità dalle tante sfumature. Con loro Giorgio Penotti, musicista, colonna sonora dei dialoghi, presenza che segna di ironia i battibecchi delle due coppie. Sarà lui, infastidito dalle continue incomprensioni, a imporre un compromesso, necessario punto di convergenza delle diversità. Perché il finale possibile può essere un altro e può chiudere in ricchezza il cerchio di un anno di rapporto amoroso, ma anche di incontri volti a scrivere un testo. Una serata fortemente partecipata da un pubblico numeroso, un inizio che conferma la felice intuizione del connubio campagna-teatro-convivialità di Tramonti.

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