Siccità Piemonte, assessore Ambiente: “Prima vacche grasse ma 2022 è anno zero, ora interventi non più rimandabili”

PIEMONTE – “Arriviamo da periodi di vacche grasse, oggi non è più così”. Parole chiare quelle dell’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati rispetto all’emergenza siccità, pronunciate durante l’assemblea annuale di Anbi Piemonte, l’associazione regionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue. “La politica in passato aveva fatto altre scelte, lo dico senza voler accusare nessuno e mi riferisco a entrambi gli schieramenti” ha aggiunto Marnati oggi non si può più rimandare. Il 2022 rappresenta, sul fronte idrico, l’anno zero. Stiamo avendo a che fare con una realtà mutata dai cambiamenti climatici, con la natura non si può scherzare. Servono infrastrutture idonee a conservare l’acqua quando ce n’è tanta. Anche nei prossimi anni potremmo avere a che fare con problematiche simili, occorre cambiare il modello culturale e fare le opere necessarie. Bisogna partire, anche se i benefici li vedremo tra qualche anno”. 

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Secondo Marnati, inoltre, per benefici nel breve periodo occorre agire su “cave, laghetti e deroghe. Bisogna semplificare la burocrazia“. Sul fronte dell’acqua potabile, inoltre, il periodo è comunque “critico ma non preoccupante come quello inerente del mondo agricolo. Almeno fino a settembre, inoltre, non c’è alcun problema con l’acqua diurna”. 

Ad oggi servono 13.5 milioni di metri cubi di acqua al giorno per salvare il comparto agricolo.La pioggia di mercoledì ha colmato il 2% del 55% che manca”.

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“L’agricoltura è il primo settore a subire questo grave stato di criticità” ha rimarcato l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapal’importante è far partire una giusta e aggiornata programmazione. Abbiamo già parlato di azioni concrete: ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità, dovrà esserci un processo futuro. Regione Piemonte si è messa a disposizione per favorire piccoli consorzi per la gestione di impianti esistenti, potremo fare degli adeguamenti al bando. Oggi abbiamo poche carte da giocare ma siamo consapevoli delle nostre responsabilità nel gestire la programmazione, sono d’accordo a un tavolo di gestione”. 

“Il Piemonte accusato di essere ricco di acqua, non è vero” le parole di Vittorio Viora, direttore Anbi “semmai serve un’opera simile al Mose di Venezia alla fine del Po, visto che il cuneo salino avanza, è una tragedia, il sale è un diserbante. Questa situazione di siccità che stiamo vivendo ora normalmente avveniva a fine agosto e non oggi, coi raccolti che nei prossimi 15 giorni rischiano di essere danneggiati. Nel 2017 ci fu una crisi idrica ma potevamo contare, ad esempio, su un bacino naturale come la risaia. Abbiamo un fabbisogno di 5 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, abbiamo perso 1 miliardo di metri cubi di neve. Abbiamo bisogno di stoccare l’acqua quando piove, perché i nevai e ghiacciai si stanno esaurendo”.