Nel carcere di San Michele la nuova opera dei detenuti diventa anche una fiaba per i bambini

SAN MICHELE – È stata pensata e realizzata per i figli dei detenuti del carcere di San Michele la grande opera pittorica che da giugno colora la zona all’aperto riservata ai colloqui con i famigliari. Il “Fantabruco” è una grande installazione lunga quasi otto metri e alta un metro e ottanta creata nel Laboratorio Artiviamoci del carcere di San Michele. Per sette mesi cinque detenuti hanno dipinto le tavole sagomate insieme al Maestro di pittura, Pietro Sacchi.

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Nel “Fantabruco” colori e le forme si sono aggrovigliati e hanno creato paesaggi che i detenuti hanno popolato di personaggi. Ognuno ha un nome e racconta un pezzo della storia di “Sissi”, la protagonista della fiaba, creata anche questa dai detenuti del Laboratorio Artiviamoci, per far volare libera la fantasia dei bambini che entrano nel carcere per andare a trovare un famigliare. “Abbiamo scritto la favola – ha spiegato il Maestro di pittura Pietro Sacchi – per invogliare i bambini a soffermarsi su tutti i dettagli dell’opera e ricercare nel dipinto i personaggi che incontra Sissi nella sua avventura per esaudire il suo desiderio più grande: avere un abbraccio che non si allenta, una coccola che dura per sempre” (per leggere la fiaba cliccate su questo link: www.icsalessandria.it/la-nostra-avventura-a-fantabruco/).

Terminato il “Fantabruco” nel laboratorio Artiviamoci si sono già ripresi in mano i pennelli per realizzare una nuova opera per il carcere Don Soria di Alessandria. L’obiettivo di è consegnarla tra febbraio e marzo del prossimo anno. Si chiamerà “Fanfaluch”, ha anticipato Pietro Sacchi: “Il significato, in questo caso, non è però quello di racconta frottole. Per quest’opera ci siamo fatti ispirare dalle fiammelle che si alzano quando si smuove un ceppo rovente. Ci piace quell’immagine di libertà, anche se solo temporanea”.