La pizza al Pata Negra di Briatore e quell’esperienza tutta alessandrina. “Venderla a 65 euro? Follia”
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VALMADONNA – Il pizzagate è scattato qualche settimana fa quando Flavio Briatore ha lanciato la sua pizza al Pata Negra. Un accostamento azzardato che ha fatto storcere il naso ai puristi di uno dei piatti simbolo del nostro Paese. Ma non solo il connubio di ingredienti è stato motivo del contendere – del resto in questi anni sulla pizza abbiamo visto metterci di tutti dall’ananas sino al sushi – quanto piuttosto per il prezzo. Sì, perché la pizza con il famosissimo Pata Negra, Flavio Briatore la mette in listino al prezzo di 65 euro.

A noi è la risposta del cliente che interessa. Tutto il resto è aria fritta. La polemica nasce solo perché c’è qualcuno che fa qualcosa di nuovo e ha successo“, aveva spiegato a suo tempo l’imprenditore ad Adnkronos dopo le critiche al menù del nuovo format del Crazy Pizza, i locali la cui specialità è una pizza realizzata con un impasto speciale senza lievito e tirato a mano, che risulta sottilissima, croccante e altamente digeribile. Ma tutto questo giustifica la cifra di 65 euro per una pizza?

A Valmadonna, frazione di Alessandria, si trova un ristorante-pizzeria che la pizza con questo prezioso prosciutto iberico la faceva sin dalla sua apertura. “Solo che noi aggiungiamo al centro anche una burratina e cipolla croccante“, spiega Chiara Masi di Unico. Ed è proprio lui che ci racconta la genesi di questa pizza, nata “dopo che un nostro fornitore ci ha portato una scorta importante di Pata Negra. Lo abbiamo messo a menu come antipasto poi abbiamo deciso di provarlo sulla pizza“. Un esperimento che, secondo Masi, “ha funzionato. Secondo il mio giudizio, per come è questo salume, l’abbinamento con la pizza è vincente“.

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Il prosciutto, “viene messo in uscita della pizza. Questo permette all’alimento, che deve essere servito a temperatura ambiente, di rilasciare i grassi e insaporire il piatto che assume un sapore decisamente forte e deciso“. La differenza con quella di Briatore, a parte un paio di ingredienti, sta nel prezzo “che da noi è a 18 euro. Troviamo il prezzo totalmente sostenibile consegnando al cliente un prodotto comunque ricercato e di qualità“. Ecco allora che i 65 euro a listino del Crazy Pizzasono un’esagerazione, poi se c’è gente che vuole spendere quella cifra per una pizza sono affari loro. Da noi non c’è standardizzazione del gusto e ogni pizza ha un sapore autentico e unico, proprio come il nome del locale“.

Su chi abbia inventato prima la pizza al Pata Negra, Masi non si sbilancia: “Prima della polemica noi non lo sapevamo. Non abbiamo preso spunto dal Crazy Pizza ma abbiamo semplicemente provato. L’accostamento poi è piaciuto tanto a noi quanto ai nostri clienti e così abbiamo deciso di tenerla nel menu“.

Foto Unico