Autore Redazione
venerdì
8 Luglio 2022
07:00
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Cronaca

Plauto, commedia dell’arte e contemporaneità in Il Magus di Intro/Estro

Sabato 9 luglio nel complesso monumentale di Santa Croce di Bosco Marengo la nuova commedia scritta e diretta da Luca Zilovich. Intervista all’autore-regista
Plauto, commedia dell’arte e contemporaneità in Il Magus di Intro/Estro

BOSCO MARENGO – “Ci rifacciamo alla commedia dell’arte, al teatro di Plauto e alla commedia del ‘900 alla Dario Fo, che parla dell’oggi”. Luca Zilovich, autore e regista del Teatro della Juta, riassume così la poetica della compagnia, una realtà in continua evoluzione dalla quale è nata la nuova e giovane compagnia Intro/Estro, che sarà in scena, sabato 9 luglio alle 21, nel complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo con “Il Magus”. Lo spettacolo, inserito nelle serate della rassegna “Bosco libera l’arte”, è realizzato insieme al Teatro della Juta, scritto e diretto dallo stesso Zilovich e ispirato al teatro di Plauto. Il Teatro della Juta/ Commedia Community è una realtà consolidata che dal 2013 organizza la stagione teatrale ad Arquata e che si è estesa anche al teatro di Gavi, con un doppio cartellone in collaborazione con Piemonte dal Vivo. Ma la Juta è anche produzione teatrale e lavoro con i giovani sul territorio, attraverso il Laboratorio Permanente di Commedia per attrici e attori under 30, un vero cantiere teatrale dove si sviluppano nuove professionalità.

Zilovich, come nasce la nuova compagnia Intro/Estro?

I corsi alla Juta vanno avanti da anni e, tra i tanti giovani che vi hanno partecipato, alcuni vogliono fare un salto verso un abbozzo di professionismo, un qualcosa di più della solita compagnia amatoriale che si forma dopo un corso di teatro. Intro/Estro è una compagnia piccola e non finanziata, con l’entusiasmo dei vent’anni dei suoi componenti, quattro giovani tra i 18 e i 23 anni: Pietro Acerbi, Riccardo Massone, Linda Morando e Alessia Pignatelli. Non sono bambini che aspettano cose pronte, fanno proposte ed è stimolante lavorare con loro, sono vulcanici e si immettono nella poetica dello spettacolo. “Il Magus” non è il loro primo spettacolo, già quest’inverno la loro compagnia ha messo in scena “Canto di Natale”, in una versione di teatro di figura. Vedendo loro, mi ricordo di me ventenne: è difficile essere formati, cioè non solo fare dei corsi e laboratori, ma trovare situazioni dove non essere sfruttati. Questi ragazzi, quest’inverno per le prove di Canto di Natale, hanno impegnato tutti i loro venerdì, sabati e domeniche, tra impegni di studio e lavoro, e tutto questo deve essere loro riconosciuto anche a livello economico, inoltre sono sostenuti da Commedia Community nella creazione e distribuzione degli spettacoli. Il nostro lavoro è anche cercare di responsabilizzarli e far capire loro che cos’è fare spettacolo.

Che tipo di commedia è Il Magus?

Il Magus parla di cialtroni e di magia. Tutto è nato da un laboratorio di commedia dell’arte. Avevamo lavorato sulla commedia Mercator di Plauto, che parla di un conflitto dove padre e figlio sono rivali in amore per la stessa ragazza e dove, dopo una serie di intrighi, il vecchio rimarrà scornato. Il problema di Plauto è che è invecchiato e che i personaggi femminili sono scarni e legati alla loro epoca. Oggi il pubblico vuole una trama maschile e una femminile con uguale dignità, per questo siamo andati ad ispirarci a Molière, che a sua volta ha rivisitato molto il commediografo latino. Con Il Magus abbiamo creato un finto Plauto, con le sue figure retoriche, il suo modo di fare le battute, la sua comicità e abbiamo fatto un lavoro di rinnovamento. Rimangono espedienti comici classici come la mitraglia, ovvero un elenco di cose dette a ripetizione prive di senso che fa ridere, o come lo scambio di battute veloci e brevi per dare ritmo e il risultato è che il pubblico pensa di ridere oggi con le stesse battute con cui ridevano gli antichi romani. Il sapore dello spettacolo è poi rinascimentale, perché ci rifacciamo alla commedia dell’arte, ma è molto fresco, alla portata del pubblico odierno e sempre ispirato al teatro di Dario Fo, perché ci deve essere una riflessione più profonda alla sua base. E’ l’idea del teatro popolare nel senso nobile del termine, che sia in grado di arrivare a tutti e di parlare del presente.

Intro/Estro ha già in cantiere un altro spettacolo?

E’ una notizia in anteprima. Stiamo lavorando alla produzione di “Romeo e Giulietta”. Sarà uno spettacolo sensoriale dove il pubblico sarà stimolato in modo anticonvenzionale, cioè non solo attraverso vista e udito, ma anche attraverso olfatto e tatto.

E la compagnia del Teatro della Juta?

Saremo presto in tournée in Bulgaria con Anfitrione, interpretato da Giacomo Bisceglie, Linda Morando (anche attrice di Intro/Estro), Simone Guarino ed io. In tutto il mondo la Commedia dell’Arte è vista come teatro tipico italiano e in Bulgaria c’è un festival di Commedia dell’Arte che ci ha chiamati. Anfitrione (sempre tratto da Plauto) è uno spettacolo che è cresciuto molto nel tempo, oggi abbiamo un nuovo palco, nuovi costumi e maschere costruite da un mascheraio di Milano con cui avevo in passato lavorato.

Gli spettacoli Anfitrione e Aulularia sono stati entrambi presentati presso l’area archeologica di Libarna

Sono stati creati entrambi insieme all’Associazione Libarna Arteventi e Aulularia è stato presentato recentemente anche presso il Museo Archeologico di Acqui, che con Libarna Arteventi ha avviato una collaborazione. Tutto questo per noi è importante, perché significa far conoscere e portare in giro quello che è il nostro territorio con quelli che pensiamo essere prodotti teatrali di qualità.

Ingresso a offerta libera. Per info e prenotazioni: 3395429092.

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