Coldiretti: “Con siccità e peste suina a rischio il Salame Nobile del Giarolo”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Siccità, crisi economica e la peste suina tra i cinghiali stanno mettendo “a rischio” il Salame Nobile del Giarolo. La specialità, inserita anche tra i tesori “Made in Italy” nella mappa del gusto della Coldiretti, rischia di andare persa. Come sottolineato dall’associazione agricola, infatti, l’emergenza idrica non risparmia le tipicità più rare e, trattandosi di piccole produzioni con quantità ridotte, il rischio è che vengano “cancellati” prodotti della tradizione, capaci non solo di deliziare il palato ma di muovere anche turisti nei piccoli comuni dove vengono prodotti.

Il Salame Nobile del Giarolo, ha evidenziato Coldiretti, è tra le 5.450 specialità “Made in Italy” ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Nella mappa dei sapori, della tradizione e della cultura della tavola ai primi tre posti ci sono la “squadra di pane, paste e dolci (1616), quella di frutta, verdura e ortaggi (1577) e il gruppo delle specialità a base di carne (822). Ci sono poi formaggi (524) e prodotti della gastronomia (320) ma non mancano bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, i mieli, i prodotti della pesca e i condimenti dagli olii al burro. Il viaggio del gusto tocca anche gli angoli più nascosti del Paese, un bacino strategico di ricchezza enogastronomica che è fra i principali motori del turismo nazionale ed estero in Italia.

Il Piemonte conta 342 prodotti tipici nella mappa del gusto e, in occasione dell’Assemblea Nazionale Coldiretti, ne sono stati esposti diversi: dal Salame Nobile del Giarolo alle lumache di Cherasco, dal Bicerin al Ratafià, dalla bagna cauda al bagnet ros e verd, dalla toma di Lanzo al Brus, dal fagiolo di Saluggia ai mieli del Piemonte fino al Vemouth ed alla Cognà.

Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa. L’Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

Non è, infatti, un caso che nei piccoli borghi nasca il 92% delle produzioni tipiche nazionali, secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, e la nostra Regione ha il maggior numero di piccoli comuni: ne conta 1.046, cioè il 18,99% del totale nazionale, che sono il luogo principe dove assaggiare le produzioni locali della tradizione, oltre che dove indirizzare il turismo rurale.

Per questo è necessario difendere questo patrimonio dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione perché il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che ha vinto puntando sui valori dell’identità e della biodiversità”, ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.

 

(in copertina foto tratta dalla pagina Facebook del Consorzio Salame Nobile del Giarolo)