Commissario Rizzo su Casa delle donne: “Vicenda risolta al meglio ma tempistiche promesse dal Comune utopistiche”

A.LESSANDRIA – “La situazione all’ex asilo Monserrato è tornata alla legalità nel miglior possibile” ha spiegato il commissario straordinario Barbara Rizzo, che interviene su una vicenda che non è ancora chiusa. “È stato fatto un grande lavoro da parte delle forze dell’ordine sotto la guida del Questore che ha impostato l’operazione – spiega Rizzo. Il primo obbiettivo era lo sgombero senza uso della forza e in questo senso c’è stata la massima disponibilità nel consentire il dialogo tra il collettivo ‘Non una di meno’ e l’Amministrazione. Alla fine il risultato è stato raggiunto”.

Barbara Rizzo tuttavia puntualizza che proprio il frutto di quanto emerso da quell’accordo dovrebbe essere chiarito con trasparenza. “Sindaco e assessori hanno preso degli impegni e dato delle indicazioni rispetto alle tempistiche che però appaiono utopiche. Non perché non ci sia la volontà di fare presto ma perché la materia è sottoposta a una serie di vincoli legati al diritto amministrativo e a procedure che coinvolgeranno anche, e non solo, il Comune sullo scioglimento dell’Ipab“. Insomma aver identificato nella fine di ottobre la possibilità di restituire quello stabile sembra un azzardo. “Pur procedendo con la massima solerzia ci sono passaggi che coinvolgono anche la Regione Piemonte, il Comune, anche prima delle devoluzione del bene. Tutto questo senza dimenticare che l’ex asilo è sottoposto a sequestro preventivo da parte dell’Autorità giudiziaria e fino a quando il giudice per le indagini preliminari non dispone il dissequestro del bene noi possiamo fare tutti gli atti preparatori possibili ricordando però che l’ultima parola spetta all’Autorità giudiziaria penale“. Il commissario infine ha avuto modo di vedere le condizioni della struttura e il sopralluogo ha evidenziato la necessità di un recupero che probabilmente potrebbe incidere ulteriormente sui tempi tra interventi sulla sicurezza e la sanificazione.

Anche l’assegnazione dovrà passare per paletti ben precisi, aggiunge Barbara Rizzo, come previsto dalla giusta rigidità della procedura visto che “si tratta di un bene pubblico sottoposto  necessariamente a un iter che non prevede una assegnazione diretta“. Insomma, conclude, “ci sono diversi attori e passaggi che, con tutti gli sforzi possibili e che intendiamo fare, non permettono di azzardare tempistiche così ravvicinate”.