Valenza con il centro comunale scopre il metaverso, un mondo perfetto per i brand del gioiello

VALENZA – Valenza è entrata nel metaverso. Lo spazio virtuale che affiancherà le nostre vite ha ora un angolo in cui è possibile vedere e vivere in modo immersivo il Centro Comunale di Cultura. Il progetto è stato realizzato da Francesco Cioccolo, specialista di marketing digitale e analisi dei dati, insieme alla designer Jasmine Celon. Il metaverso, in parole povere, è uno spazio tridimensionale creato all’interno della rete e dà la possibilità a tutti gli utenti di entrare negli ambienti virtuali realizzati e di viverli come se si fosse fisicamente presenti. Si tratta di una esperienza su cui il colosso Facebook sta puntando con vigore e che ora sta attirando l’attenzione e gli investimenti di grandi aziende.

Francesco Cioccolo Metaverso ValenzaÈ per questo che Francesco Cioccolo ha deciso di mostrare ai valenzani le possibilità di questo scenario. Lo ha fatto realizzando in modo del tutto gratuito il Meta-Centro comunale di Cultura. “La mia – spiega – è una iniziativa con finalità culturale e informativa. Mi piacerebbe che Valenza scoprisse uno dei settori più quotati per il futuro“. Il progetto ha preso forma partendo dalle piantine concesse dal Centro e dall’Amministrazione che, a quanto pare, intende investire anche sul lato virtuale della città. “Ora tutti avranno la possibilità di entrare nello meta-spazio e di viverlo come se si fosse fisicamente all’interno del complesso“.


Attraverso questo lavoro i valenzani potranno comprendere, spiega Cioccolo, le potenzialità di un mondo che si sposa perfettamente con il settore orafo del distretto. “Le potenzialità del metaverso per il mercato del gioiello sono importanti. Per esempio posso invitare i miei buyer all’interno del metaverso anziché andare in fiera o affittare un hotel. Un brand potrebbe ricreare i suoi uffici e ricevere visite da tutto il mondo per poi mostrare elementi in formato tridimensionale“. Una possibilità che si conforma perfettamente con le attività già in essere a Valenza nel settore del lusso perché tutte le aziende producono modelli virtuali dei gioielli per poi farli realizzare dagli artigiani. Cioccolo infatti spiega che “studiando meglio le tecnologie Cad utilizzate dagli orafi” ha scoperto che “sebbene questa tecnologia non possa creare un file collocabile direttamente nel metaverso può essere processata per riprodurre i modelli virtuali e renderli visibili nel metaverso”.
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“Il metaverso è una opportunità che le aziende orafe non possono perdere”

Il mondo economico valenzano ha quindi in mano una possibilità importante di crescita e di sviluppo. D’altra parte, aggiunge Cioccolo, “molte società all’estero investono miliardi e si stanno muovendo per creare i propri metaversi. Oggi tuttavia è importante non tanto dare vita a un proprio metaverso ma a spazi che possano dare una casa virtuale e visibile a un brand che potrà così far vivere una esperienza immersiva. L’unico marchio ad aver investito è Bulgari attualmente mentre il metaverso è una opportunità che le aziende orafe non possono perdere. È opportuno investire adesso perché adesso sta esplodendo questo mercato: chi prima arriva ne capisce le potenzialità e costruisce la propria esperienza e migliora continuamente“. Una chance che molte aziende pare stiano cominciando a cogliere come dimostrano le numerose richieste di informazioni arrivate a Cioccolo dopo la pubblicazioni di stralci del suo lavoro.

Jasmine Celon Metaverso ValenzaIntanto il Centro comunale di cultura, grazie al lavoro di Cioccolo e Celon, ha già una vita parallela e questo contenitore, anche nel metaverso, è destinato, progressivamente, a diventare sempre più ricco, magari anche attraverso mostre virtuali che potranno essere visitate da ogni parte del mondo.

Photo by Minh Pham on Unsplash