Mercalli: “La crisi climatica rischia di diventare irreversibile, finora non abbiamo fatto niente”
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AMBIENTE – La crisi climatica ormai “rischia di diventare irreversibile per le prossime generazioni“, di tempo per cambiare la rotta ce n’è davvero poco e la maggior parte di quel tempo, che avremmo dovuto usare per fare prevenzione, è andato sprecato. “Non abbiamo fatto niente“, nonostante le previsioni degli scienziati, cadute più o meno nel vuoto per 50 anni. E’ il quadro tracciato da Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, tra i maggiori esperti di clima in Italia, in un’intervista all’AdnKronos.

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A oggi, ovvero considerando questi primi sette mesi dell’anno, il 2022 è da considerarsi l’anno più caldo di sempre, e il più asciutto. Cosa significa? “Abbiamo esattamente quello che da 30 anni prevediamo. Non è la prima volta che parliamo di cambiamenti climatici. Le Nazioni Unite pubblicano rapporti sul riscaldamento globale dal 1992. Di cosa ci stupiamo? Non abbiamo fatto niente…“, dice Mercalli.

Siamo un paziente che ha avuto la diagnosi della malattia 30 anni fa e non ha voluto fare la cura – continua. È accaduto quello che da oltre 50 anni era stato previsto da tutti i modelli di simulazione climatica e da 30 anni a livello politico, perché se la scienza aveva previsto questa evoluzione fin dagli anni 60, la politica ha recepito gli appelli nel 1992 quando c’è stato il summit della terra a Rio de Janeiro, dove si è firmata la prima convenzione sul clima di tutti i Paesi. Ma in 30 anni non abbiamo fatto la cura, abbiamo solo chiacchierato, ignorato, negato“.

Qual è la cura? “Lo sappiamo: ridurre l’uso dei combustibili fossili, consumare di meno, riciclare di più, insomma, la cura prevede un colossale cambiamento dell’economia mondiale“. Ma se la cura è nota, il problema ormai è il tempo a nostra disposizione per metterla in campo con efficacia.

Abbiamo pochi anni. E la maggior parte degli anni di prevenzione li abbiamo persi – spiega Mercalli. Il primo traguardo è il 2030 con il 55% di taglio delle emissioni, ed è dietro l’angolo, emissioni che dovrebbero diventare zero al 250, e sono 30 anni. Il problema è che da una parte abbiamo l’incalzare della crisi climatica, che se non curata diventerà irreversibile per le generazioni future, e pochi anni per iniziare a fare questa dieta“.