Scuola, Cgil: “Covid? Lezioni ancora con le finestre aperte d’inverno. Docente esperto? Provocazione”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Manca circa un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico ma i sindacati sono preoccupati rispetto alle tante incognite all’orizzonte, acuite da un Ministero dell’Istruzione attivo solo per gli affari correnti, vista la crisi di governo e le elezioni politiche previste il 25 settembre.

Secondo Serena Morando, segretario provinciale Flc Cgil, i primi punti interrogativi sono emersi dopo la pubblicazione delle indicazioni operative dell’Istituto Superiore di Sanità rispetto al fronte covid: “Rispetto ai sistemi di aerazione meccanica non è stato fatto ancora nulla, a due anni e mezzo di distanza dall’inizio della pandemia. Non pretendevamo certo che si riuscisse a garantirla in tutte le aule e in tutte le scuole ma che, almeno, si cominciasse dalle parti comuni, ad esempio nei corridoi. Su questo fronte paesi come Francia e Germania non sono certo state ferme. Il prossimo inverno ancora una volta i bambini e i ragazzi saranno costretti a fare lezioni con le finestre aperte (vista l’esigenza ribadita nel documento di garantire ricambi d’aria frequenti, ndr). Rispetto alla fine dell’obbligo della mascherina non ci permettiamo certo di contraddire gli esperti dal punto di vista sanitario ma ci teniamo a ribadire che si salvaguardi la salute del personale e degli alunni fragili”. 

Anche se manca ancora l’ufficialità, inoltre, le parti sociali temono un mancato rinnovo del cosiddetto organico covid: “Rispetto alla provincia di Alessandria, in particolare, il settore che andrà maggiormente in sofferenza sarà quello del personale Ata, i collaboratori scolastici, che svolgono una importante funzione non solo sul fronte della sanificazione (fondamentale nei mesi più duri della pandemia e non solo) ma anche su quello della vigilanza. Nel nostro territorio ci saranno diversi istituti, soprattutto quelli di piccole dimensioni, che potranno contare su un collaboratore scolastico solo per alcune ore. Negli ultimi otto anni la provincia di Alessandria condivide insieme a quella di Biella il triste primato di territorio dove, rispetto al personale Ata, si è tagliato di più. Come parti sociali abbiamo chiesto che tutto l’organico covid degli anni scorsi venisse integrato ma temiamo che la fine dello stato di emergenza comporti una mancata conferma”.

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Ad allarmare i sindacati c’è infine quella che la stessa Serena Morando ha definito provocazione“: la figura del “docente esperto” emersa nella bozza del Dl Aiuti Bis, definiti così al termine di un lungo percorso percorso formativo che comporterà una maggiorazione dello stipendio di 5.650 all’anno. “La nostra categoria ha il contratto scaduto da tre anni” ha concluso Morandole retribuzioni non sono adeguate a ogni livello: c’è una emergenza salariale nel personale Ata, tra i docenti e tra i dirigenti scolastici. Servirebbe una formazione seria aperta a tutti e non a un solo docente per scuola, o forse anche meno (i cosiddetti docenti esperti non potranno essere più di 8mila all’anno, ndr). Tutti i sindacati hanno chiesto al ministero l’immediato stralcio di questo provvedimento, che introduce elementi di competizione tra insegnanti, in una scuola intesa come azienda, all’interno di una visione neoliberista che non porterà ad alcun risultato. Oggi, tra l’altro, i docenti sono chiamati a rispondere di innumerevoli funzioni organizzative, per appena 300 euro all’anno in più e una pacca sulla spalla. E poi cosa si intende con docente esperto? Che gli altri sono inesperti? Insomma, non si farà altro che svalorizzare ancora di più gli insegnanti. A settembre partirà la già annunciata mobilitazione sindacale per sollecitare il rinnovo del contratto: se il Ministero non stralcerà il punto del cosiddetto “Docente esperto” protesteremo anche su quello”.