Falde acquifere piemontesi: “Preoccupante indice di depauperamento acque superficiali”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Anche le falde acquifere piemontesi raccontano la sofferenza di un territorio alle prese con una siccità che dura da mesi. Lo racconta Arpa Piemonte grazie alla “Rete di Monitoraggio delle Acque Sotterranee” gestita dall’agenzia, costituita da 593 punti: 383 legati al sistema acquifero superficiale, 202 a quello profondo e 8 sorgenti.

114 di questi punti di monitoraggio misurano in continuo la soggiacenza (distanza tra il piano campagna e il livello dell’acqua nella falda) e la temperatura. L’area di monitoraggio, relativa ai punti di monitoraggio, è suddivisa in 18 corpi idrici sotterranei (GWB) connessi al sistema idrico sotterraneo superficiale di pianura e fondovalle e 6 a quello profondo. Un sottoinsieme di piezometri dell’acquifero superficiale è strumentato per trasmettere i dati in tempo reale, mentre gli altri vengono scaricati due volte all’anno. I dati di 8 di questi sono stati analizzati per valutare la situazione di abbassamento delle falde superficiali in relazione alla siccità in corso. Dai monitoraggi dei bacini idrici piemontesiin qualche caso” è emerso “un costante e talvolta rapido abbassamento del livello. Sebbene non sia una novità rilevabile già nelle serie storiche dei dati che partono dagli anni 2000, questo andamento appare molto netto ed è quindi un preoccupante indice di depauperamento quantitativo dell’acquifero superficiale che risente in modo diretto della mancanza di apporti da parte del sistema idrologico superficiale“.

Per la provincia di Alessandria il corpo idrico di Bosco Marengo evidenzia una situazione inferiore alla media da gennaio a luglio. Meno grave, ma comunque in sofferenza la situazione a Pontecurone, con un acuirsi dell’abbassamento dei livelli da maggio a luglio 2022.

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