La luna e un paese. Una sera alla Trilogia degli spaesati

MOMBARUZZO – A veglia si raccontano storie inventate, storie vere, storie di guerra, storie di fratelli che si ammazzano tra loro. E pare una veglia la “Trilogia degli spaesati”, uno spettacolo del Teatro degli Acerbi in parole e musica popolare in nove serate (sino all’8 settembre) e in più paesi, diviso nei tre capitoli della luna crescente, piena e calante. Sono “racconti epici di gente semplice”, come recita il sottotitolo, che parlano di paesi, di persone e di un tempo che precede ma continua ad appartenere e ad essere memoria.  La Trilogia è parte del progetto “LandscapeStorymovers – sistema integrato di narrazione del territorio”, ideato da Elena Romano e Fabio Fassio, sostenuto dal bando “VIVA: sostegno all’offerta culturale estiva dei territori”, della Fondazione Compagnia di San Paolo e anche vincitore del bando “In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori”. Dopo la tappa della luna calante di ieri, venerdì 12 agosto a Mombaruzzo, il prossimo spettacolo farà parte del capitolo della luna crescente e si terrà il 18 agosto a Quaranti. Lo scopo è riscoprire e vivere, come spaesati che ritrovano le loro origini, le terre tra Langa e Monferrato, partendo dall’ascolto di chi qui vi ha vissuto e di chi l’ha studiato secondo diverse angolazioni. Da interviste a testimoni dei luoghi e ad esperti nelle varie discipline sono nati, nei comuni che hanno aderito al progetto, i pali di testa di vigna dotati di QR code, che permette di ascoltare la narrazione del territorio circostante. A breve anche a Mombaruzzo saranno posati tre pali della memoria, con il racconto del luogo e, naturalmente, dei suoi amaretti. Tutto questo materiale sarà disponibile in settembre anche on line sul sito https://www.landscapestorymovers.it/.

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Mombaruzzo stupisce per bellezza preservata e curata, paesaggio circostante e tranquillità che appartiene ad un altro tempo. Ieri, nel bel cortile delle scuole, una terrazza che appare sospesa sul paesaggio, Fabio Fassio, Elena Romano e il cantautore Mauro Carrero hanno trasformato la serata in una veglia della luna calante, quella del raccolto, dei frutti, del lavoro, ma anche del riposo e della festa che lo seguono. In questo tempo antico e legato ai ritmi della natura ci si ritrova ad ascoltare storie che appartengono ai luoghi, tramandati dalla letteratura per essere riportati dove sono nati.

Sono i racconti di Fenoglio, la sua sceneggiatura cinematografica incompiuta che ha ispirato le canzoni di Mauro Carrero, è “La vigna” di Pavese, dove il tempo scompare e “l’uomo non ritorna ragazzo: è ragazzo”. Il racconto finale sul bue è calzato su Mombaruzzo, perché ispirato alla narrazione di Enzino Satragni, un abitante-testimone del paese, che Fassio e Romano hanno intervistato nelle loro ricerche. Infine è la lingua, quel dialetto che risveglia nella sua familiarità ciò che “in fin dei conti parlava anche di me”. I registri sono tanti, come nelle serate accanto al fuoco o nelle stalle, toccano i toni dolorosi della guerra di trincea, della sofferenza di chi deve partire e abbandonare tutto ciò che conosce, ma anche della crudezza e della violenza tra fratelli. Decisamente esilaranti sono i racconti in dialetto, narrati da Fassio con una disinvoltura e una capacità di affabulazione straordinari, anch’essi parte di un mondo reale, trascorso, ma non così lontano da non essere ancora presente in ognuno.  “Un paese ci vuole sotto la luna, per nascerci e tornarci come la luna”. E la trilogia ritorna con la luna crescente, questa volta a Quaranti, il 18 agosto con gli attori del Teatro degli Acerbi e con il musicista-cantastorie Ricky Avataneo, per rinnovare un ciclo al quale, seppur distratti, tutti apparteniamo. L’ingresso agli spettacoli della trilogia è gratuito e le info si trovano su http://www.teatrodegliacerbi.it/ oltre che su https://www.landscapestorymovers.it/

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