Indagine TV belga sui Pfas: concentrazioni nel sangue dei volontari di Spinetta più alte del 50% rispetto a quelli di Alessandria

ALESSANDRIA – L’inchiesta giornalistica della RTBF, televisione nazionale belga, condotta da Emmanuel Morimont e dal regista Hevia Garcia Santos, assistiti dalla giornalista Valerie Dupont, ora pone una serie domande che dovranno ricevere una risposta. Il reportage andrà in onda a inizio settembre ma è stato presentato ai cittadini che hanno partecipato allo studio questo mercoledì 17 agosto 2022.

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Realizzato nel mese di marzo, il lavoro si è focalizzato sulle condizioni di salute della popolazione di Spinetta Marengo e, per avere un riscontro oggettivo in merito alla presenza delle sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate (Pfas), si è avvalso della disponibilità di due gruppi di persone: uno nei pressi del polo chimico, a Spinetta (30 persone), e un altro, per avere un riscontro oggettivo, in una zona distante dalla stabilimento, ad Alessandria (21 persone). In tutto 51 cittadini che hanno ora messo a disposizione della comunità un risultato significativo, come ha spiegato la delegazione belga giunta ad Alessandria per illustrare i risultati suddivisi. Un percorso conoscitivo e scientifico condotto su due ambiti: l’analisi dei Pfas, compiute dalla dottoressa Corinne Charlier (primaria del servizio di tossicologia Chu Liegi), dalla dottoressa Catherine Pirard (responsabile del settore ambientale del servizio di tossicologia), e quella sul C6o4 e l’Adv, realizzata da Gauthier Eppe (professore di chimica molecolare e responsabile del laboratorio Mass Spectrometry Lab dell’Università di Liegi). Per il team belga il caso di Spinetta ha rappresentato e rappresenta un caso scuola sui Pfas e le sostanze oggetto delle analisi, alla luce anche del fato che questo tipo di studio, su un campione di cittadini, non era mai stato fatto. 

Il primo dato emerso è che le concentrazioni di PFOA sono, negli abitanti di Spinetta, superiori di 5 volte (10,20 μg/L) rispetto a quelli di Alessandria (1,96 μg/L) o la popolazione generale in Vallonia (1,91 μg/L)“. Il dato però è una media perché in alcuni casi il riscontro, hanno spiegato gli scienziati, è stato “addirittura di 10 volte superiore, per il
95 percentile (P95), negli abitanti di Spinetta (39,19 μg/L) rispetto a quelli di Alessandria (4,08 μg/L) o la popolazione generale in Vallonia (4,72 μg/L)“. Questo significa che
le concentrazioni mediane e massime di PFOA sono significativamente più alte nei campioni di sangue delle persone che vivono a Spinetta rispetto agli abitanti di Alessandria o alla popolazione generale in Vallonia.

La ricerca degli scienziati dell’Università di Liegi ha inoltre permesso di appurare che 17 abitanti di Spinetta (tra cui 6 ex lavoratori Solvay) su 31 (circa il 55%) superano il valore HBM-II (10 μg/L) fissato dalla commissione tedesca di biomonitoraggio umano, rispetto a uno solo nella popolazione di Alessandria (questo è un ex lavoratore Solvay). Uno scenario che, secondo le comunità scientifiche, dovrebbe portare a una importante sorveglianza e a una riduzione della sovraesposizione. Per la salute infatti, sebbene non ci siano correlazioni immediate, la presenza di questi inquinanti in misura elevata aumenta i rischi per la salute incrementando, per esempio, potenziali tumori a testicoli e reni o problemi di sviluppo neurologico. Per queste ragioni “un’esposizione aggiuntiva al Pfas Hbm-II deve essere evitata eliminando specifiche fonti di esposizione“. 

Se però su queste sostanze il team scientifico ha potuto lavorare sulla base di riscontro oggettivo, i riscontri relativi a C6o4 e Adv sono stati più complicati in quanto privi dello standard analitico, in pratica dei riferimenti che permettono agli scienziati di identificare questo tipo di inquinanti. Un ostacolo derivato dal fatto che quegli standard non sono mai stati resi pubblici dall’azienda.

Il laboratorio di spettrometria di massa dell’Università di Liège attraverso la piattaforma analitica CART, laboratorio di riferimento nazionale per gli inquinanti organici persistenti (POP), ha tuttavia sviluppato un metodo di analisi non mirato per C6O4 e ADV che ha consentito di sviluppare “un metodo affidabile e robusto per identificare le molecole citate“* utilizzato per analizzare un campione di acque reflue e 30 campioni di sangue di volontari Spinetta. Ne è conseguito che le analisi compiute ad Alessandria hanno fatto emergere “l’altissima probabilità della presenza di C604 e di diversi congeneri (5 in totale) di ADV (Cl-PFPECA) in un campione di scarico dell’acqua presso il sito industriale di Spinetta (nel fiume Bormida ndr)“. Nel sangue invece non è stata riscontrata alcuna presenza al di sopra della soglia di rilevamento per C604 nei 30 campioni mentre è stata evidenziata una “alta probabilità di presenza di più congeneri ADV: 0,1; lo 0,2; l’1.1; il 1.2; il 2.0“**.

Tutto il materiale emerso dalle analisi è stato girato a Solvay, interpellata dalla TV Belga per avere una replica dopo i tentativi di confronto avviato già, “senza risposta” nei mesi precedenti. Risposte che ora dovranno arrivare anche e soprattutto ad alcune domande che scaturiscono da queste analisi, come il perché il Pfoa, non più prodotto, sia ancora nelle acque dell’azienda e come mai gli inquinanti rilevati da queste analisi siano stati riscontrati, in queste concentrazioni, al di fuori del polo chimico se, “come dice Solvay, l’azienda è a circuito chiuso e non dovrebbe quindi immettere all’esterno questi componenti“.

A tutto questo si aggiunge un altro elemento rimarcato dall’ex assessore all’ambiente, Claudio Lombardi: “l’indagine epidemiologica che chiesi all’Asl nel 2016 non ebbe riscontro e ora questi dati dovrebbero far riprendere quel discorso, un ragionamento che ora speriamo si aggiunga a una probabile maggiore consapevolezza della situazione nei cittadini“.

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* mediante cromatografia liquida (LC), accoppiato con spettrometria di massa ad altissima risoluzione (HRMS) in modalità scansione e MS/MS. Questo metodo è stato sviluppato senza l’uso di molecole autentiche (standard analitici) perché non sono (più) disponibili in commercio

**0,1 di (Cl-PFPECA) è probabilmente presente nel 100% dei campioni analizzati.
0,2 di (Cl-PFPECA) è probabilmente presente nel 50% dei campioni analizzati.
l’1,0 di (Cl-PFPECA) è probabilmente presente nel 23% dei campioni analizzati.
l’1,1 di (Cl-PFPECA) è probabilmente presente nel 73% dei campioni analizzati.
il 2,0 di (Cl-PFPECA) è probabilmente presente nell’87% dei campioni analizzati.
L’esposizione professionale in questo campione Spinotta (n=30) mostra livelli molto più elevati per tutti i congeneri di ADV rilevati nel sangue rispetto ad altre persone in questo gruppo di studio.