Cappa, spada e molto altro. Recensione di I tre moschettieri a Paesaggi e oltre

MONTEGROSSO D’ASTI – Un romanzo di cappa e spada rivisitato in chiave di commedia dell’arte, comico e ricco di spunti satirici e contemporanei. Ieri, mercoledì 17 agosto a Montegrosso, la compagnia italo-francese Aller-Retour Théâtre ha fatto tappa al festival Paesaggi e oltre, con la direzione artistica del Teatro degli Acerbi, per presentare “I tre moschettieri”, scritto e diretto da Carlo Boso, maestro di fama internazionale della commedia dell’arte. Il festival è promosso dalla Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato e riscuote da sempre un successo che premia l’alta qualità dei suoi spettacoli e le ambientazioni incantevoli. In particolare questa ventunesima edizione sorprende per la straordinaria partecipazione di pubblico e per il suo carattere internazionale, cui si deve anche la partecipazione di Aller-Retour Théâtre. Paesaggi continua sino al 23 agosto e il prossimo appuntamento sarà domenica 21 agosto a Coazzolo con “Demetra e Persefone” della compagnia OThiasos TeatroNatura, una passeggiata naturalistico-teatrale. Il programma è consultabile sul sito teatrodegliacerbi.it. L’appuntamento di ieri, a causa delle condizioni meteo, si è tenuto nel grande Salone del Mercato Coperto, dove, di fronte ad una platea completamente esaurita, Alexandre Petrod, Margherita Frau, Stefano Mauro, Zoé Pautot, Tom Hamonnais. Giacomo La Rosa. Sandy Gayet, giovani attori tutti diplomati all’Académie Internationale Des Arts du Spectacle di Versailles, hanno dato vita ad una farsa scoppiettante, densa di spunti e di incursioni comiche e musicali.  I nodi narrativi sono quelli del romanzo di Dumas a partire dall’incontro-scontro del cadetto di Guascogna D’Artagnan (Tom Hamonnais, divertente nelle tante situazioni imbarazzanti) con i moschettieri del re: Aramis (un Giacomo La Rosa molto fashion), Porthos (anzi, la di lui sorella, una convincente Zoé Pautot) e Athos (un passionale Stefano Mauro). Dumas stesso (un Alexandre Petrod che si moltiplica in più personaggi) appare a presentare le sue creature e, in un gioco a chi fa chi, si attribuisce anche il ruolo di Richelieu, di guardia, di duca di Buckingham e di Re Luigi XIII . C’è la regina Anna d’Austria (Margherita Frau, anche nelle vesti di Milady), che vuole recuperare la collana di diamanti ceduta all’amante duca di Buckingham, ci sono gli intrighi del cardinale Richelieu e della sua affascinante spia Milady e c’è l’assedio a La Rochelle contro gli Ugonotti, ma i passi salienti del romanzo sono reinterpretati e spezzati dalle più svariate incursioni. I filoni sono tanti e, alle forme di base della commedia dell’arte, si intrecciano comicità fresca, satira volta al tempo passato e a quello presente, canzoni di ogni tipo e continui colpi di scena che strappano la risata. Gli eccidi promossi dalla chiesa nella guerra contro gli ugonotti, che fanno da sfondo al romanzo, fanno riflettere, come gli accenni alla brexit, mentre la Marsigliese cantata alle porte di Versailles in epoca di monarchia assoluta si tramuta opportunamente ne “siam tre piccoli moschettieri”, parafrasando la canzoncina dei porcellini. Ciò che colpisce è la coerenza narrativa pur nelle continue frammentazioni. La storia prosegue e lo fa attraverso una serie di escamotage comici, come le continue irruzioni dell’incombente mamma e delle tante zie di D’Artagnan (tutte interpretate in modo decisamente spassoso da Sandy Gayet), che assillano, cantano, si fanno trait-d’union dei diversi momenti. Il ritmo è veloce e segnato da una gestualità coreografata, da duelli giocati con abilità e acrobazia che diventano balletti (perché “i duelli sono vietati” è il mantra della guardia del Cardinale) e da momenti di coinvolgimento del pubblico, invitato ad alzarsi per delle lezioni di scherma. La zona astigiana e persino la sua cucina sono citati in continuazione, in un adattamento locale e accattivante del testo (che rivela attenzione ai luoghi toccati dalla tournée), nel quale “Montegrosso è per il Piemonte quello che Parigi è per la Francia”. E’ torrenziale, giovane e talentuoso come i suoi protagonisti, questo “I tre moschettieri” di Aller-Retour Théatre e come il suo finale, in cui “canteremo e danzeremo” sulle note di un Can Can. L’impressione di fondo è che questa giovane compagnia, diretta da Boso, abbia fatto tesoro di una tradizione teatrale antica e l’abbia fatta sua, tramutandola in qualcosa di nuovo, frizzante ed empatico, che il pubblico ha riconosciuto e applaudito a lungo. Un’altra tappa memorabile di Paesaggi e Oltre e una conclusione di serata con la degustazione guidata di vini dell’Azienda Vitivinicola Tenuta La Graziosa di Roberto Bianco.

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