Il Teatro della Juta da Arquata a Sozopol

ARQUATA SCRIVIA – In tutto il mondo la Commedia dell’Arte è conosciuta  come grande patrimonio del teatro italiano e sono tanti i Festival che la celebrano. Tra questi il Festival di Teatro di Strada Arlecchino e Marionetta, al quale ha partecipato, dopo la vittoria alle selezioni, la compagnia del Teatro della Juta di Arquata Scrivia. Organizzato dall’EOOD Mariette et Marionette e sostenuto dal Ministero per la Cultura della Bulgaria, dal Fondo Nazionale della Cultura, dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Istituto Portoghese Camões, il festival si è tenuto, dal 5 al 10 agosto, a Sozopol, la più antica città sulla costa bulgara del Mar Nero, legata all’Italia per gli anni di dominazione romana in quella zona.

Il Teatro della Juta ha presentato, prima a Sozopol e poi anche nella vicina Chernomorets, Anfitrione di Plauto, adattato da Luca Zilovich, che ha debuttato nel 2019 nel teatro antico di Libarna. Alla trasferta hanno partecipato gli attori del Teatro della Juta Linda Morando e Simone Guarino, insieme al drammaturgo e regista Luca Zilovich che per l’occasione è anche salito sul palco. Ad accompagnarli, anche per documentare in video i giorni sul Mar nero, il direttore del Teatro della Juta Enzo Ventriglia, che commenta così l’esperienza appena conclusa: “partecipare ai festival è sempre bello ma farlo dall’altra parte dell’Europa è qualcosa di entusiasmante. Il confronto con realtà così lontane non può che arricchire. Dare un’occhiata a diversi metodi di lavoro sia dal punto di vista artistico che da quello organizzativo può dare spunti interessanti per le strade che intraprenderemo in futuro. I festival poi sono occasioni per creare nuovi contatti e stimolare nuove collaborazioni. E chissà che non ci sia già venuta qualche idea interessante per dei progetti da realizzare con realtà bulgare simili alla nostra. Per il momento però: no spoiler!”

Per Luca Zilovich la sfida è stata invece scoprire come avrebbe reagito il pubblico bulgaro ad un testo recitato completamente in italiano. “Non nascondo che la preoccupazione principale, per me e per gli attori, era la reazione che avrebbe avuto il pubblico assistendo a uno spettacolo in una lingua tanto diversa dalla loro. Per fortuna la recitazione così fisica della Commedia dell’Arte permette di comunicare le dinamiche tra i personaggi anche senza la totale comprensione del testo. È stato poi molto divertente inserire diverse battute in bulgaro, imparate nei pochi giorni passati a Sozopol, cosa che ci ha fatti sentire più vicini al pubblico, il quale ha dimostrato di apprezzare i nostri sforzi nonostante la pronuncia non sia stata probabilmente perfetta. L’emozione più grande è stata di certo vedere il pubblico, numeroso per entrambe le repliche, in piedi ad applaudirci e chiedere di scattare foto con loro, segno che il teatro è davvero una lingua universale. Come dimostra anche l’ottima riuscita del laboratorio di teatro che ho tenuto durante il festival con partecipanti provenienti da diverse nazioni”.

Torniamo dalla Bulgaria – aggiunge Ventriglia – con l’orgoglio di aver fatto conoscere il nostro modo di fare teatro e il nostro territorio ai colleghi e al pubblico di un importante festival di caratura europea. L’accoglienza che ci è stata riservata ci ha fatti sentire a casa e la nostra speranza è di poter tornare a Sozopol anche il prossimo anno. Anche per ripetere l’esperienza con Giacomo Bisceglie, uno dei nostri attori che per un contrattempo dell’ultimo minuto non ha potuto prendere parte alla spedizione. E sappiamo quanto fosse importante per lui esserci.

Il Teatro della Juta produce anche drammaturgia contemporanea e i riconoscimenti vengono anche da questo fronte. Lo spettacolo Riportami là dove mi sono perso, prodotto insieme alle Officine Gorilla è stato infatti selezionato dal Catania Off Fringe Festival e la prossima trasferta sarà in Sicilia.