Valenza ricorda sempre don Pietro Battegazzorre
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VALENZA – Continuano gli affettuosi attestati di stima nei confronti di don Pietro Battegazzore, figura preziosa per Valenza, come testimonia l’ex assessore Giorgio Manfredi, autore di un ricordo accorato che vive oggi nelle attività di tante persone.

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RICORDANDO DON PIETRO BATTEGAZZORE

Quando don Pietro arrivò a Valenza come vice parroco a 24 anni, si era a metà degli anni ’40: alle soglie degli anni ’50 ebbero inizio i fermenti che avrebbero caratterizzato questo tempo come quello del superamento di una cristianità rinchiusa in sé stessa e della riscoperta del significato della evangelizzazione. Don Pietro fu interprete di questi tempi, perché viveva una fede profonda innestata su uno spessore di umanità che non poteva limitarsi alla pratica devozionale, all’ osservanza precettiva, ma si esprimeva nella libertà, nella responsabilità e nell’apertura a tutti. Credeva ad una formazione dei giovani umana e cristiana aperta all’ impegno sociale e civile in sintonia con il mondo di allora. Il suo approccio con i giovani e le famiglie si realizzava indipendentemente dall’appartenenza all’ambiente cattolico. Il suo spazio non era solo la chiesa, ma la realtà cittadina. Dialogava con tutti e viveva il Vangelo nei gesti quotidiani.
Fece molte iniziative in favore dei giovani. Una di esse fu il “Campeggio” a Valtournenche inaugurato nel 1947 in un luogo bellissimo di fronte al Cervino. Il Campeggio ospitò centinaia di giovani per moltissimi anni. Il 7 agosto 1950 si organizzò un’escursione importante, la traversata del Furggen. Eravamo in 16 e lui ci guidava. A escursione quasi terminata ci colse un violento temporale, caddi con altri insieme a don Pietro per un fulmine. Lui fu l’ unico a non rialzarsi. Io rinvenni sbalordito e disperato.
Anche quest’anno ho voluto ricordare don Pietro, il suo grande significato per la nostra città e la sua tragica morte.

Il 16 agosto 2022 ha concluso la sua vita terrena a 93 anni don Luigi Maquignaz, personaggio molto importante in Val d’Aosta, ma anche grande amico di Valenza soprattutto di don Pietro e del “Campeggio”. Era anche guida alpina del gruppo “Guide Del Cervino”, cima che scalò 39 volte. Accompagnò Papa Giovanni Paolo II nelle escursioni che effettuò durante le sue vacanze estive in Val d’Aosta per diversi anni. Portò in vetta del Cervino don Luigi Frascarolo ed altri valenzani. Il 7 agosto 1950 corse a Plan Maison appena dopo la tragedia della morte di don Pietro colpito da un fulmine, dando a noi giovani una preziosa assistenza e grande conforto. Partecipò a Valenza al funerale di don Pietro e mantenne con molti di noi una lunga e ricca amicizia. Il 18 agosto a Valtournenche, dove è stato sepolto, ha avuto l’ultimo saluto. Era presente un rappresentante del Campeggio.

In questi giorni si è svolto al Campeggio il turno estivo “delle famiglie”, coordinato, come da molti anni, da Giovanni Ceva. Siamo stati in tanti a godere ancora una volta di questa esperienza di amicizia e condivisione. E’ stata anche l’occasione di incontro di persone che hanno visto nascere il Campeggio don Pietro e contribuito nei lunghi anni a garantire la sua esistenza. Moltissimi di loro hanno aderito alla sottoscrizione aperta nel 2017 che ha raggiunto la cifra di € 177.000, per realizzare i numerosi lavori di manutenzione e migliorie.
Ancora una volta esprimiamo grande riconoscenza a tutti coloro che hanno aiutato e permesso di continuare la preziosa esperienza del Campeggio.