Stasera si chiude Scatola Sonora con Euridice e i burattini di Caronte
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ALESSANDRIA –  Un’opera lirica che fonde il mito di Orfeo all’immaginario popolare del teatro dei burattini, che parla di passaggio dalla vita alla morte in modo poetico e persino buffo. “Euridice e i burattini di Caronte”, musicata da Joan Albert Amargós su libretto di Toni Rumbau, presentata in prima nazionale ieri 27 settembre al Teatro Alessandrino, conclude la rassegna Scatola Sonora del Conservatorio Vivaldi e sarà in scena, sempre all’Alessandrino, ancora questa sera 28 settembre alle 21, con partecipazione gratuita su prenotazione. Il 1^ ottobre farà poi tappa al Campus Humanitas University a Pieve Emanuele. La direzione musicale è di Giovanni Battista Bergamo e la regia e drammaturgia di Luca Valentino, docente al Vivaldi, direttore artistico e organizzatore di Scatola Sonora. La collaborazione tra il Conservatorio e Toni Rumbau, direttore del teatro Malic di Barcellona e fondatore della compagnia di marionette la Fanfarra, ha raccontato Valentino, è nata da un incontro ad un festival di teatro di figura a Viguzzolo ed è sfociata nella realizzazione, nel 2001, di “Euridice e i burattini di Caronte”, presentato per la prima volta al Festival Grec di Barcellona. Nell’allestimento di Scatola Sonora il cast riunisce allievi del Conservatorio (Giulia Medicina e Wang Qin nel ruolo di mezzosoprano e, in quello del baritono, Dario Castro e Zhe Xu. Violino – Anna Roveta, violoncello – Giulia Roveta, Contrabbasso – Francesco Paolino, Fisarmonica – Stefano Arato, Pianoforte – Giovanni Manerba) ai professionisti della versione originale, allo scopo di accompagnare gli studenti al lavoro cui si sono preparati.

L’apparato scenico dell’opera (la scenografia è di José Menchero) si fonde con il teatro popolare dei burattini (con Rumbau, nella bellissima baracca da burattinaio, Eudald Ferré), in un insieme atipico di tradizione e modernità. L’incipit è quello dell’Euridice di Peri, l’opera che la protagonista Sofia sta provando, diretta dal compagno-direttore d’orchestra Oscar. La sorte di Euridice, sprofondata negli inferi e invano soccorsa nell’Ade da Orfeo, accomuna la giovane cantante, che scopre di essere malata e trova conforto scherzando con il burattino Pulcinella, incontrato in un teatrino di strada. Non a caso Pulcinella evoca gli inferi con il suo costume- sudario bianco, la maschera nera e la voce gracchiante capace di arrivare all’oltretomba. La sua figura di collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti offre a Sofia una speranza di passaggio dolce, persino sensuale, che la affrancherà dalla dipendenza-tirannia di Oscar, insensibile al suo dolore. E’ una tragedia, come quasi sempre nelle opere liriche, ma sublimata da un afflato poetico e sdrammatizzata da momenti allegri, colorati della comicità dei burattini e delle loro schermaglie. Su tutto la musica classica che si fonde con quella popolare, accompagnando non solo le voci dei cantanti, ma anche quella di Rumbau, che canta con lo strumento tradizionale della pivetta, usato dai burattinai per deformare la voce dei loro personaggi. Qui la contaminazione tra teatro di figura e opera lirica supera la tematica dell’oltretomba e diventa sostanziale, ovvero musicale, con una terza voce protagonista. E’ un finale di grande prestigio quello della xxv edizione di Scatola Sonora ed è un grande evento per Alessandria, cui si può partecipare ancora stasera, prenotando sul sito del conservatorio Vivaldi.

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