“Non una di meno” rivendica il diritto all’aborto: striscioni in difesa delle donne ad Alessandria

ALESSANDRIA – Nella giornata che celebra il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito il movimento “Non una di Meno” ha voluto ribadire la necessità di dare completi diritti alle donne.In Italia la legge 194, che disciplina l’accesso all’aborto, permette l’obiezione di coscienza del personale medico, che nel nostro paese arriva quasi al 70%“. Il problema, spiega il collettivo, è che “in molti ospedali minori i reparti di ginecologia e ostetricia sono stati smantellati e i consultori pubblici sono stati progressivamente ridotti dagli anni ’70 ad oggi. Si parla, adesso, di molto meno di un consultorio ogni 20.000 abitanti. Dall’altro lato, non si investe sull’educazione sessuale e all’affettività e non si garantisce la contraccezione gratuita“. E questa situazione, continua “Non una di meno” è evidente anche ad Alessandria, una città “perfettamente in linea con il trend nazionale, con cifre che parlano di 1 medico su 10 all’interno dell’azienda ospedaliera alessandrina che non pratica l’obiezione di coscienza e consultori pubblici in cui è difficile avere un appuntamento se non si è in gravidanza, in cui si chiede il passaggio al CUP per prenotare una visita e che fatica a fornire servizi di prevenzione e informazione“.
Il nuovo governo, rilevano gli attivisti, non cambierà in meglio “le condizioni di accesso alla salute e alle cure per le donne che intendono evitare una gravidanza indesiderata“.

Il clima di attacco alla libertà di scelta è evidente se si guarda anche ad altri luoghi del mondo, come gli Stati Uniti, l’Ungheria, la Polonia e Malta. Garantire il diritto ad un aborto sicuro, legale e gratuito significa in primo luogo garantire il diritto alla vita e alla salute per le donne che intendono praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, perché sappiamo bene che l’alternativa troppo spesso consiste nel rivolgersi a personale non qualificato o tentare operazioni autocondotte che provocano ogni anno la morte di circa 22 milioni di persone nel mondo. Lottare per la libertà di abortire significa per noi poter scegliere sui nostri corpi e sulle nostre vite, e contro tutte le condizioni che ce lo impediscono“.

Attraverso l’affissione di alcuni striscioni ad Alessandria “Non una di meno” ha denunciato l’esigenza di “decidere sul nostro corpo – conclude il collettivo –  vogliamo che l’attenzione alla vita sia attenzione all’autodeterminazione per tutte le persone. Vogliamo il potenziamento del consultorio affinché sia più accessibile e lo vogliamo gratuito per tutt3, vogliamo l’obiezione di coscienza fuori dall’ospedale, vogliamo la contraccezione gratuita, vogliamo che nelle scuole si investa anche sull’educazione all’affettività e alla sessualità“.