Beffata dalla scuola online: la storia di Jessica e il suo appello per diventare operatore sanitario
adv-705

ALESSANDRIA – Ha lavorato durante l’emergenza covid e il suo prezioso apporto, insieme a quello di molti altri, è stato fondamentale per uscire dalla pandemia eppure ora è senza lavoro. Jessica Criscuolo, 30 anni, ha raccontato a RadioGold la sua storia amara che ora la costringe a casa senza più un lavoro.

Tutto nasce nel 2020 quando Jessica inizia ad assistere gli anziani nel reparto covid di una casa di riposo alessandrina. Il suo è un regolare contratto per affrontare la crisi pandemica ma è anche una occasione per scoprire la sua attitudine. “Il mio lavoro è stato apprezzato – spiega – e per continuare il rapporto nel tempo il direttore della struttura mi suggerì di prendere il diploma da Oss e per questo mi invitò a frequentare una scuola online del Lazio“. Jessica quindi lavora e studia, sostiene online le 1000 ore di formazione previste con la scuola che si era dichiarata accreditata e quindi in grado di conferire il diploma necessario per operatore socio assistenziale. “Il tempo però scorre – continua – e dell’esame orale che permette di conseguire il diploma non si hanno notizie” e alla fine, per disperazione, l’alessandrina coinvolge i legali e chiede chiarimenti, finendo per scoprire che la sua situazione è uguale a quella di molti altri studenti, incastrati in un limbo perenne e senza un diploma per poter lavorare. “Una frode che ha costretto me come molti altri, a licenziarmi perché senza più un titolo adeguato una volta che è finita l’emergenza covid“. La questione però, conclude Jessica, è che “il percorso formativo è stato comunque fatto regolarmente e sarebbe sufficiente avere la possibilità di sostenere l’esame orale per poter ottenere il diploma”. La sua richiesta finora però si è sgretolata davanti a tanti no perché “i vari enti a cui mi sono rivolta chiedono di ripetere tutto il piano studi con altro esborso di denaro e di tempo“. Una beffa, spiega ancora l’alessandrina, ora disoccupata e con la sola speranza che il suo appello al riconoscimento del percorso formativo venga ascoltato per non buttare via un anno di studi e soprattutto la sua passione per un lavoro che sembrava essere il suo futuro.