Crisi energetica e qualità aria: il bacino Padano chiede di poter alleggerire misure anti-smog
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PIEMONTE – Le Regioni del bacino Padano hanno chiesto al Governo di alleggerire, dove possibile, le misure per la qualità dell’aria a fronte della crisi energetica. Dal 15 settembre infatti sono partiti i provvedimenti adottati da Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.

Questo appello è stato concordato dai vari assessori regionali all’Ambiente nell’ambito dei lavori dell’Accordo di Bacino padano. I componenti delle giunte, in una riunione sul tema, hanno ricordato gli sforzi compiuti dal 2005 e in particolare i provvedimenti conseguenti sul traffico, sugli impianti di riscaldamento e le emissioni in agricoltura per ridurre l’impatto del traffico e dell’inquinamento in generale. “Un lavoro che ha portato ad un miglioramento progressivo della qualità dell’aria – spiegano gli assessori”. L’impennata di costi energetici però, hanno continuato gli esponenti regionali, deve indurre a rivedere alcune politiche “tenendo in equilibrio le esigenze di natura ambientale e di miglioramento della qualità dell’aria con quella di natura economico-sociale, in un momento di difficoltà grave per famiglie, enti e imprese“. La richiesta, in particolare, consiste nel chiedere, nel contesto della crisi e della conseguenza della condanna europea, di “poter alleggerire la pressione sui cittadini“.

Tra le richieste anche l’invito a rappresentare “la preoccupazione in vista dell’emanazione della nuova Direttiva sulla qualità dell’aria”. Al Governo è stato chiesto di far conoscere alla Commissione Europea “la specificità della situazione italiana in particolare del Bacino Padano“.