Nada e il suo sfogo contro la maleducazione che divora le relazioni umane

ALESSANDRIA – Bisogna avere il coraggio di dire che “ad Alessandria ultimamente la maleducazione è sempre più palpabile. Lo sfogo di Nada è schietto ed evidenzia la sua “pietà” per un atteggiamento sempre più triste da parte di alcune persone, spiega a Radiogold. Vive ad Alessandria da molto tempo, da 21 anni, e oggi non comprende perché la città che sente anche un po’ sua abbia imboccato una deriva così triste. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il trattamento subito in occasione di un servizio offerto da un’attività cittadina, “pagato e poi disdettato consensualmente da entrambe le parti, come a volte può accadere“. Come logico, continua, avrebbe dovuto essere una situazione pacifica e invece “sono stata apostrofata in maniera pesantissima e subito mi è stata rinfacciata la mia provenienza, il mio essere straniera”. Ma il tema non è il razzismo, precisa, “quanto l’ignoranza di alcuni, che si traduce in una maleducazione manifesta“.

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Nada sottolinea che questa maleducazione palpabile è causa di enormi perdite in termini di relazioni umane“. Un imbruttimento, ci tiene a sottolineare, che si misura anche in altre situazioni condivise con le sue amiche, ormai abituate o, peggio, rassegnate a tanti piccoli e grandi segnali che creano divisione ed emarginazione. “Capita sempre più spesso di sentire che è così, di condividere con altre amiche situazioni di intolleranza o di mal celata sopportazione“. Una rabbia generalizzata, conclude, “come accaduto mentre stavo camminando sulle strisce quando un automobilista impaziente ha cominciato a vomitare insulti perché gli facevo perdere tempo“. Nada è disgustata da questo impoverimento delle relazioni umane: “Il cafone, prima o poi, finisce isolato, oppure è costretto a frequentare solo altri cafoni come lui. Si dice che la villania azzeri il fascino delle persone, le renda banali, talvolta insopportabili. E non aiuta qualsiasi forma di comunicazione autentica, se non quella ispirata alla logica di chi insulta di più. A forza di volgarità si diventa autoreferenziali, e ciò complica molto tutta la trama della nostra vita professionale e privata“. Il risultato è un peggioramento complessivo del luogo in cui si vive.

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